Più mimose pe’ tutti/e

© patag0nia

Sai che c’è.

Che son belli i post.

Già.

Una bella sensazione.

Il solito tanto tempo che.

Normale, facciamoci l’abitudine.

Non mi fa puara l’editor, ma cambiano modi e tempi per l’esposizione delle cose, ovvio. Almeno per me.

Qui la baracca è graficamente cambiata e c’è sempre da ringraziare diverse persone. Per questo farò un post ad hoc, tanto di tempo e spazio ne abbiamo in quantità.  No ?

I Cambienti , si, milioni anche quelli.

Dove sarò adesso, la cadenza non è la stessa, il cielo non è lo stesso. Ma sopratutto, le persone non sono le stesse.

(anche per quest’ultimo cambiamento, ci si dovrà far un post ad hoc. Si, pure per questo)

Questo alla fine è un post dichiaratore d’intenti.

E per adesso, mi basta questo.

Al Rogo.

tutti gli osservatori, gli studi settore, lo “studo” tal dei tali, le cifre, le tendenze al, le percentuali.

Lui, lei, l'altro.

(guest post di un’amica -che ringrazio- per dare un po’ di vita a queste pagine, versione 2010)

Quando una coppia appena formata inizia a trasformarsi ?
A volte bastano pochi giorni e la magia svanisce, a volte invece si passano mesi di paradiso in cui si cammina a mezzo metro da terra e si inala amore allo stato puro e ci si crogiola nel proprio rincoglionimento come se non dovesse passare mai.
E invece – indovina un po’ ? – passa.
E allora la coppia inizia a tirare fuori gli specchietti retrovisori e ognuno comincia a guardarsi intorno di sottecchi alla ricerca di quella vita che faceva prima e che faceva parecchio schifo, fino a quando non la si è dovuta archiviare a beneficio delle ovvie e naturali rinunce che si fanno quando l’orizzonte di riferimento non è più uno, ma due.
Rinunce fatte volentieri, per carità , ma sempre rinunce sono.
E allora quella vita ormai quasi sepolta nei ricordi acquista un’aura di dolcezza e, dimentichi della fatica di trovare qualcuno di divertente e stimolante con cui trascorrere l’ennesimo sabato sera, si rimpiange l’infinita distesa di possibilità  e occasioni, la messe di promesse che (almeno teoricamente) accoglie un single in libera uscita.
A questo punto l’esser già  parte di una coppia garantisce alcuni interessanti pregi: innanzitutto se qualcuno ti ha scelto come compagno o compagna, significa che non hai difetti macroscopici (questa conclusione rivela evidentemente ad una più attenta analisi tutti i propri difetti, ma conferma la tesi che è meglio comunque uscire la sera portandosi dentro un amico o amica da sbandierare come sedicente partner). Poi, assicura la migliore delle scuse nel momento in cui ci si volesse ritirare dall’affare (“Mi spiace tanto, ma sai… la mia storia è molto importante per me… non me la sento di chiuderla così. Mi spiace”).
Infine, consente di trascinare per anni quel periodo idilliaco dell’innamoramento, fatto di appuntamenti irregolari, desiderio compresso, senza consentire mai di adagiarsi nel tran tran di coppia che ammorba i sentimenti e seda ogni istinto sessuale.

No more, 2009.

I bilanci non si fanno, i bilanci li odio, nei bilanci da un po’ di tempo a questa parte esco sempre perdente e di brutto pure. Ma, dato che nel mese di Dicembre è stato trascurato il racconto e la scrittura, mi andava (un po’ per sfizio, un po’ per sfregio) di annotare questi 12 mesi in poche righe.
E’ stato un anno che per mille motivi ho vissuto giorno per giorno con il contagoccie. Ho visto passare sul calendario davanti ai miei occhi, ogni singola giornata, ogni singolo mese. Le stagioni e i vari equinozi. Un anno quasi alla moviola. E’ stato duro, umiliante, tragico e sofferente. E’ stato brutto in moltissime cose. Ho chinato il capo e non solo quello, quasi sempre. Mi sono sacrificato, mangiato merda e continuato a mangiarne fino alla fine. Ho pianto tanto, riso meno (rispetto alla mia media di vita). Mi sono sentito sconfitto, solo, abbandonato. Ho perso la speranza, l’ho riacquistata per poco tempo, l’ho persa ancora. L’incertezza e l’instabilità  l’hanno fatta da padroni. La povertà  (nel vero senso della parola) anche. Ho perso amici che credevo importanti, ne ho acquistati – forse – altri che spero (vivamente) diventino davvero importanti. Sono stato poco mondano, poco sociale (se vogliamo). Affaticato, zoppicante fino gli ultimi giorni. E’ stato l’anno del dimagrimento, l’anno dei meno quindici chili. L’anno della grandi illusioni. L’anno del “Veneto mo’torno” e che invece poi è stato “Veneto adios”. Ho perso una persona importantissima per la mia vita, un po’ come lui. E’ stato uno schiaffo continuo da parte della realtà  e della vita, che mi hanno temprato ancora di più di quanto non lo fossi mai stato. Ora dopo cicli così di cacca, che non ne vedi l’uscita, spero solo il prossimo anno sia decente. Una parola che ripeto con un certo rispetto. Non voglio bello, non voglio coi botti, no. Voglio decenza e tranquillità . In silenzio e piano piano, senza rompere il cazzo a nessuno. Vorrei poter cominciare a costruire qualcosa per me ( e magari per qualcuno che vorrà  essere accanto a me ). Voglio e devo cambiare città , aria, posti. SE la prima non ci sono riuscito, la seconda l’ho lisciata, la terza spero mi andrà  bene. Voglio avere meno paure e meno cose che mi condizionano. Meno incubi la notte, meno brutte notizie, più ore di sonno.
Voglio tornare a respirare a polmoni pieni.
Ora sogni nel cassetto più di questi buttati li sul tavolino, non ne ho. Ammetto di essermi molto ridimensionato nella mia fantastica cavalcata quotidiana nei confronti del sogno. Disilluso e con i piedi siliconati al terreno. Pensavo che no, Stefano sarebbe rimasto sempre quel sognatore, passionale, romantico abitante della sua esistenza, ma forse non è più così, forse lo è in parte. Avverto solo la stanchezza con la quale mi sono presentato al finale di Dicembre : stanchezza fisica ma sopratutto stanchezza morale. Meglio potrei definirmi : stremato.
Ma son sicuro in cuor mio, che non solo di cose grigie si debba scrivere. Arriveranno post migliori. Giorni migliori, vite migliori.
Questo è l’augurio che faccio a chi legge e che faccio anche a me stesso.
Ci vediamo l’anno prossimo, cari.
Un sorriso,

Stef.

*(e Tu, che da allora non sento più. Vuoi il male provato, l’orgoglio, la distanza, il silenzio. Tu. Mi faccio forza con un post, con la scusa del fine anno, tu. Manchi fortissimamente, tu. E continuo a volerti bene, in silenzio.)

Post-Immacolatio.

Avevo detto che ieri, giornata di festività  colorata di rosso sul nostro calendario, non avrei fatto una benché minima beata mazza e che magari invece in un fremito di voglia di iniziativa mi sarei messo a uppare tutte le foto che finora giacevano immobili nei settori di un LaCie grosso e rumoroso. E invece no, non ho rispettato i magari ma solo i che-ne-so.
mi è venuto normale far scorrere dinanzi a me i giorni passati, le persone e le cose fatte. I treni, le mille metro i motorini e quel modo di viversi ancora una piccola trasferta in maniera zingara ed un po’ peones. Con quella instabilità  tipica di questo mio eterno-periodo, con gli occhi un po’ sognanti, di chi vorrebbe che fosse sempre così.
E continuo ad avere conferme che partire verso il mare, quando pensi che sia nuvoloso,grigio e coperto e che invece c’è il sole ed il cielo sereno, leggermente velato è cosa buona e giusta. Pure per tre ore di sole.

Non sembra nemmeno metà  settimana.

I compleanni e le feste della gente. I traguardi anagrafici e quelli accademici. I treni regionali, i carri bestiame, le somiglianze. I biglietti non timbrati per disservizi altrui. I conti economici sempre nella testa. I pensieri belli e brutti. le distanze e le attese. I silenzi che si spacciano a mia insaputa per dimenticanze, i curriculum che si devono inviare e quelli che non vogliono arrivare da chi devono arrivare. Il tempo brutto e quello bello all’improvviso. Le curiosità  e le nuove scoperte. Voli pindarici col paracadute e la prontezza di aprirlo al momento giusto. La voglia di funky, ma anche di ottima classica.

Don't forget.

Support World AIDS Day

[Podcast] CasaStefigno, puntata del 25/11/2009.

Primarie avvertenze nei confronti di questo gentil pubblico.
Ho messo il podcast di frettissima, i primi 45/50 sec., sono solo anonimi rumori del sottoscritto nella sua stanza. Non fateci caso, skippate se potete.
Ancora, non ho messo la Playlist, ma lo faccio, lo farò. Editerò il post al massimo stanotte o domani mattina , con tutti i titolini, tutti.
Scusa . :)
Ed ora scappo, che altrimenti perdo il regionale di questo pomeriggio.



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