To grow inside

il problema è che non puoi mai scegliere.
Non lo fai, lo fà  qualcun’altro, qualcos’altro.
E non è nemmeno questione di giusto o sbagliato.
Non sai quando arriverà .
Scopri nel bel mezzo, di avere un qualcosa in più, oltre te.Un compagno,silente la maggior parte del tempo, che ti dà  una luce nuova nel vedere le cose, un bagliore che attira lo sguardo, una luminescenza che è centralizzata.
Estremamente potente però, lo sai.
E c’è rispetto verso di lui.
Stà  lì.Ti ticchetta con le dita,ti parla a bassavoce,ti ruba un sorriso,ti conforta,ti fà  volare, poi ti prende in un secondo e sei a terra,affaticato,colpito.A volte fà  male,ma non lo fà  nemmeno con senso compiuto.Lo fà ,basta.
Poi si alza in piedi ed è bello,elegante,forte,sensibile,unico.E credo sia poco.Prova a trovarvi via di mezzo,tra l’ordinario e lo straordinario,come il senso dell’uomo e della donna assieme.Genio,sregolatezza.Impossibile prevederlo,puoi provarci lo sò,è umano.Ma lui,(forse) no.Lo incontri di rado ma quell’unica volta lo riconosceresti in mezzo a milioni.E mentre lo dici, il tono della voce si fà  saldo e vero,sereno.

E alla fine lo fai anche tu.
Tu lo scegli e lui magari suggerisce.
Scegli quegli occhi,scegli quell’anima.Scegli quel sogno.
E sentirti vivo e re senza regno al tempo stesso.

*(non era voluto il “lui”, ma sul dizionario lo chiamano così : a|mà³|re -s.m.- Anche se per me è entrambi,tutto,due.)
**(l’esser limitrofi al periodo ciocco-valentiniano è del tutto casuale.Capitano così.)

ommenti

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