Mica stiamo a pettina’ le bambole
Mercoledì, Aprile 30th, 2008Qui tocca lavorar.
E tanto.
Qui tocca lavorar.
E tanto.
Ora in tutto ciò, tra un Alemanno che governa in Roma, un tempo pazzerello, che non stupisce, una pasta (la prima) a casa di un collega per parlare di lavoro, una mole di cose da fare (molto fruttuose,per carità) in breve tempo, i capelli che cominciano a ribellarsi, i nodi delle cravatte da rifare, la macchina da lavare, io continuo a pensare di non aver carattere e sopratutto di essermi abituato alla felicità “a scadenza”.
Esatto, da “consumarsi preferibilemente entro il”, la vivo, ma so che terminerà prima, in un arco ristretto di tempo.
Ed ancora, è proprio quella la felicità ?
Per me lo è.
Addendum:perchè ho le idee così chiare su alcune cose ?
Non chiedertelo, la tua risposta potrebbe non piacere.
Ma forse l’importante è che piaccia solo a te.(la risposta eh)
Tanto alla fine, Stefanino caro, tu fai tutto , sempre, da solo.
Cripticamente vostro.
Non sottovalutare mai la potenza del prosecco di Valdobbiadene.
Ho passeggiato.
Ho letto questo libro (in un pomeriggio volante)
Mi son guardato intorno.
Ho visto i volti della gente, ascoltato i dialetti e le cadenze.
Ho visto prima il sole poi il cielo grigio poi la pioggia (qualche goccia)
Entrato in una libreria, cercato questo, ma non trovato.
Preso una pizza, bevuto tre spritz.
Rientrato a casa. Il coinquilino amoreggiava di sù, io facevo zapping di giù.
Fatte due lavatrici.
Visto questo: piaciuto.
Poi, il sonno.
Al risveglio il sole più bello ed un pranzo sui colli euganei (scritto bene?).
E tu ?
Sai dirmi di più?
Capiamoci bene , non sono la tua preda, non sono il tuo predatore, sono il tuo premio.*
*(tipico esempio di information re-mixed, alias una frase di stato di un caro amico tramutata in post)
**(che poi rimane sempre l’assoluto che a forza di tirar la corda si spezza, quindi..)