Tu chiamale se vuoi, emozioni
Ci sono occasioni in cui ti si ferma il cuore. Occasioni in cui improvvisamente tutto si annulla. Momenti in cui hai, purtroppo, le tue conferme. Salti improvvisi nel passato. Tonfi brutali nel tuo presente. E’ difficile, spiegare, scrivere, dire.
Ma è così. Le tue certezze messe improvvisamente in dubbio. Il tuo mondo fin’ora al sicuro nelle tue convinzioni, si mostra indifeso, fragile, felice, triste,speranzoso, dubbioso, amareggiato nel sentire quella voce.
Che di tanto fatto nella tua vita, tutto quello per cui ti sei sacrificato, gli errori, i passi falsi, i successi, tutto in pochi istanti viene messo in dubbio. Vorresti cambiare il corso delle cose, vorresti essere altrove, ma ti rifugi nella ragione. Quella ragione che è fredda, calcolatrice, imbarazzante nella sua presenza. Comprendi che tutto è rimasto com’era e che anzi nulla è mai cambiato.
E ti accorgi solo in quel preciso istante che il tempo prima e lo spazio dopo, non ti hanno mai separato e che puoi dire di aver amato, di aver imparato ad amare, di averlo almeno provato, realmente, veramente, intensamente.
Non so se ringraziarti, non so se maledirti a volte. So solo che quegli occhi li ho incontrati e da loro non mi sono mai separato.
Ma questa rimane una favola, una storia, incisa in queste parole ed altre mille nella testa e che forse, dico forse, col rimpianto enorme di non esser mai andato più in la, è meglio che rimanga tale.
Dio solo sa, quanto possa esser stato difficile rinunciare ad un sogno. Ma grande e magico che esso possa essere, sempre un sogno rimane.
Il problema a questo punto rimane uno solo: ho sempre avuto voglia di credere nei sogni, almeno nei miei.












25 Aprile 2008 alle 06:43
incredibilmente proprio beppe grillo tempo fa disse una cosa che mi piaque: “a farsi i castelli in aria non c’è nulla di male,il problema è quando ci si vuole vivere dentro”.
mi sono accorto a causa di un 30 barrato che mi è arrivato in faccia di recente che per dimenticare ,per voltare pagina non c’è un modo facile: avere un paio d’ali per volare dove il sole nasce non serve , i pensieri dentro di noi e ci seguono. L’unico modo per attenuarli ,affievolirli e renderli meno rumorosi quando “si infilano nei cassetti” per dimenticarli è concentrarsi; io mi faccio sempre degli esempi ,se vuoi sono un po’ stupidi e anche cinici: c’è stato un periodo della mia vita che ho fumato veramente tanto e mi chiedevo come facevo a vivere senza sigarette,come fossero state sempre una parte di me.Adesso vivo senza da anni e mi chiedo come ho fatto anche solo ad averne voglia alle 2 di notte quando tornavo da una uscita con gli amici.Anche se in maniera cinica e so di ripetermi, in linea di massima vale anche per i sentimenti.
ok… oggi è il vaffa day…. se me ne mandi me li merito!
25 Aprile 2008 alle 07:25
Il tuo sogno lo hai seguito… ora ti sei trasferito… quegli occhi si rincontreranno… almeno te lo auguro…
25 Aprile 2008 alle 09:32
[...] « Tu chiamale se vuoi, emozioni [...]
25 Aprile 2008 alle 15:38
Certe volte, quando i sogni si trasformano in realtà, chiudono le ali e si schiantano in terra, ci deludono. E’ la condizione del sogno che ci fa essere ’sognanti’, ma quando si avvera, a volte, dopo un po’, non rimane piu’ niente. Qualcun’altro diceva che il tempo piu’ bello è quello dell’attesa, che ci fa desiderare il giorno del viaggio, quando poi esso arriva è già finito.
Ti auguro le cose migliori ’ste, ma che siano di carve ed ossa, i sogni, a volte ci fanno solo male..
25 Aprile 2008 alle 15:39
ps. e cmq complimenti, come al solito.. bellissimo post..
02 Maggio 2008 alle 12:32
“Se lo vuoi con forza non è un sogno” [Herzl]
credo di rivivere benissimo le tue stesse sensazioni!
ma andiamo avanti ste! andiamo avanti…