zavorra, tu non sei altro che una zavorra
Essere considerati peso e zavorra al tempo stesso. Essere falciati, in base ad un ragionamento, l’ennesimo di una serie senza senso. Ti hanno riconosciuto meriti incredibili, unici a tratti.
Poi, tutto si spegne, tutto non ha senso.
Tu pesi, tu non vali la pena di essere portato comunque lungo il percorso di vita.
Alla fine di un ragionamento scegli di buttare via, chi meno lo meritava.
Così è.
Non stupirti, ti dico.
Non è uno scherzo. E’ così.
Non ve lo auguro mai.
Davvero.
E per te che leggi, bè…a te trarre le dovute conclusioni.
I finali da film non esistono, esiste la vera,dura e cruda realtà.
Sappilo o tu che leggi, sappilo.
Perchè qualcuno legge, troppi leggono.
Troppi.
E continuerò a filosofeggiare, scrivere come non mai ho sempre ho fatto. Ad esprimere a voce decisa ma pacata i miei pensieri, i miei sentimenti, i miei flussi vitali, con il coraggio il rispetto e l’umiltà che mi hanno sempre accompagnato fino a dove oggi mi trovo.
Fiero di me, non più fiero di te.
Fatalità, in questo lungo scrivere a braccio, magari senza ragionare, magari con quella istintività che non premia la logica ed il buon senso (buon senso che per una volta mi permetto di non seguire), trovo in una mattina di feed scialba e vuota (perchè io sono vuoto e scialbo) un post di una cara amica che, probabilmente non è stato scritto per la medsima situazione, ma le cui parole quoto “quasi” in toto.
Quando
ti ritrovi a raccogliere da terra una delle persone che hai più amato e
contrastato allo stesso tempo dacché sei nata e, dopo nemmeno due ore,
questa ti lascia definitivamente, allora capisci.
Ci illudiamo, credendo di avere tempo. Procrastiniamo, dando per scontati cose e gesti. Ritenendoci immortali.
………….
Me lo dico e me lo stradico. Non ho il diritto e non sono nella
posizione di perdere la testa dietro alle cazzate. Agli umori estremi e
sfibranti di chi vive solo sulla base di essi. Non sono nella posizione
di farlo oggi, così come non lo ero ieri. Ma la mia innata fiducia nel
genere umano mi porta sempre a cadere nella trappola del credere che forse potrebbe valerne la pena.
La pena? Che pena? A che scopo?
Devo smetterla di combattere contro i mulini a vento.
Tutto il resto è noia (cit.)
Semplicemente vuoto, asettico, io.
*(scritto a braccio, di fretta, di colpo, in velocità, come quella dei mie battiti ora. Non è una giustificazione, ma una spiegazione.)
Maggio 24th, 2008 at 18:10
cosa commentare senza essere scontati e retorici?
ti lascio un abbraccio
Maggio 25th, 2008 at 12:24
sembra di rileggere di giorno in giorno quello che sto vivendo pure io!