Perchè quando passo diversi giorni in giro, poi mi vengono (al ritorno) i rimorsi di coscienza ?
A queste ed altre interessantissime domande , ti risponderai da solo.
Questo è stato il week-end delle piscine. Del cloro e del carnaio di persone.
Mentre mi rilassavo al sole, mi arrivano telefonate di gente in barca sul golfo di Gaeta e pensavo che in barca , ci si divertiva.
Cercherò barche anche qui, mi son detto.
Questo è stato il week-end del sole preso sui prati e non sulla sabbia, del piccolo arrivato venerdì e dell’improvviso attaccamento a lui.
Ho scattato, cercando di catturare sguardi ed occhi e poi emozioni e promesse nascoste.
Dei libri finiti, del giro in moto e degli atleti di triathlon che sotto il sole ce l’hanno messa tutta.
Sto dimagrendo per quanto sudo.
E’ palese, colpa di questo caldo umido a cui poco sono abituato.
Ora , mentre continuano a giungermi alle orecchie programmi vacazieri altrui, io non ci penso e mi metto a fare-dire-lettera e testamento, alternando il tutto con le mille ed una doccia.
Il mare è blu (celeste, con un pò di alghette)
Il cielo è blu (con un pò di nuvolette)
Etto-etta.
Vabbè.
Era tanto che non facevo qualche giorno di mare. Ma mare-mare eh.
Stavolta ho cercato di evitare il “brutto” di questi week-end in cui l’essere umano tipo si gode quei pochi metri quadrati di sabbia di cui può disporre. Ma prima di tutto questo, c’è il pellegringaggio, la transumanza con mille robe tra le mani.
Io stavolta sfilavo via, con lo zaino, la bici, la reflex e le infradito tra i piedi.
Sei stato attento , non ti sei scottato.
Forse non ti sei nemmeno abbronzato così tanto, ma poco conta.
Conta il sole che da sdraiati, piace ancora di più, conta il mare che solo a vederlo mi rigenera.
E non sapete quanto mi mancava.
Tanto.
Ma a parte le passeggiate con il ritmo pigro/adagio e ciondolante, a parte i drink freschi, l’Italia che non gioca più a pallone, le zanzare, il caldo torrido e claustrofobico, quello che più di tutto mi ha fatto ricordare di essere nella stagione (più) bella è stato il sentire l’odore dei pini.
Il passare di sera , con l’aria fresca all’interno di una pineta, mi ha catapultato a 14 anni , quando in Spagna con i capelli a caschetto e l’aria innocente giocavo a guardare negli occhi le prime ragazze(ette) e a balbettare “me gustas tu”.
I primi anni in quel paese e le prime vacanze con mamma e papà.
Al pensiero di tutto ciò, ho sorriso di gusto, lo confesso.
Poi ho affondato il pedale con maggiore decisione e sono sfumato via.
*(ho dovuto riscrivere questo post più di una volta per colpa di questa estensione che fà le bizze e cancella testo e contenuto a suo piacere. Li mortè.)