Archive for novembre, 2008

Magari ti chiamano , forse ti telefonano

domenica, novembre 30th, 2008

In alcuni casi più il blog diventa intimista meno le persone tendono a commentarlo.
In primis : sarà vero ?
Non riferendomi a questo piccolo porto di mare, continuo la preparazione per l’ultima domenica pomeriggio in Veneto, canticchiando alla faccia della povertà e della disperazione, Feist e la sua 1-2-3-4.
Che rimane sempre un raggio di sole dovunque io sia, comunque io stia.

Globalizzazione on skype #2

domenica, novembre 30th, 2008

…oggi la vera azienda che può funzionare è la famiglia“*

*(massima ricevuta in questa domenica di pioggia e cielo grigio, coi thermo accesi ed i piedi nudi nelle pantofole, senza più un filo logico tra i miei pensieri, i miei voleri, i miei sarà, i miei però. Ascolto, annuisco, penso che di andare a fare il barista di Dicembre nella mia citta natale per rialzare le spalle, proprio non mi va. Chiedendomi tra me e me: ancora barista ?)

Globalizzazione on skype

domenica, novembre 30th, 2008

Chiacchera veloce con il solito amico spagnolo.
Le prime battute, le solite cose, sul come va inziale la prima cosa che mi dice è : ho appena perso il lavoro.
C’è crisi , aggiunge.
Annamo bene, dico io.

Du’conti alla mano

sabato, novembre 29th, 2008

Con la crisi che abbiamo, la sfiga che mi porto dietro, il fatto che qualsiasi cosa io tocchi/provi a fare/tenti di creare si distrugge inesorabilmente, i debiti che ho, credo che ci metterò un 5 anni per rimettere tutto a posto ed avere una “normale” condizione di vita.
Una relazione seria, la costruzione di un qualcosa ?
Se vabbè.
Che poi seriamente, quanta voglia uno avrebbe, quanta ?
Di poter immaginare, sognare un secondino, provare a programmare (con i piedi per terra, senza dubbio) con una persona (e capita anche che trovi la persona) e dover per l’ennesima volta chiudere tutto, archiviare.
I passi che si erano fatti, si erano fatti anche con la speranza di poter crescere. Crescere, quindi evolversi.
Ed invece peggio di prima.
Qualcuno mi ha detto, in confidenza, di farmi violenza , di farmela davvero e di andare avanti.
Il concetto è che uno, non che non abbia voglia farlo, ci mancherebbe, ma con quali scenari futuri lo deve fare ?
Quali ?
Il programma dei prossimi 5 anni ( e di tutto quello che nei prossimi 5 anni ci sarà..) è farsi stramaledettamente il culo. Per campare.
Solo per campare.
Si siamo giovani. Giovani il cazzo.
A 30 anni , my father, aveva me, un mutuo e le spalli sicuramente più forti.
Io ? Ho ereditato solo debiti e scarsissima capacità di rinascita. Non che non voglia bene alla mia famiglia, bacio in terra solo al pensiero di averli, ma mi sarebbe piaciuto anche dare *qualche* banale soddisfazione, un pizzico di sorriso, una pacca virtuale sulla spalla.
Ora mi dovranno veder tornare all’ovile con uno sguardo sensibilmente amaro.

La dignità mi resta, quella si.

Quella sempre.

E fanculo a chi mi vuole male (cit.)

E’ solo un boomerang, torna sempre tutto indietro, dico tra me e me per consolarmi.
Che poi alla fine di tutto, nemmeno è così vero.
Purtroppo.

Con gli occhi spalancati

sabato, novembre 29th, 2008

Non guardo la televisione da mesi 2.
Il massimo che mi son concesso è stato qualche divx sul MacBook.
L’altra sera ospite a casa di un’amica ho visto uno schermo televisivo (anche abbastanza grande) e mi sono fermato a guardarlo. Non estasiato per carità, ma incuriosito.

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