è questione di fascia oraria

La città  di provincia, come quella in cui vivo per esempio, la domenica pomeriggio è calma, silenziosa e pure pochetto vuota. La domenica a pranzo si mangia molto da queste parti, guai a non onorare o farlo solo di striscio. Tutti sono in casa, rintanati a stramazzar sui divani dopo averlo fatto sulle tavole. Succede che se sei in giro per quella cosa che ti mancava e ti capita di farlo in una fascia oraria che va dalle 14,30 alle 15,00 l’allegra (ma non troppo) città  di provincia ti si presenta, come un piccolo ricettacolo di personaggi. La principiante, foglio-rosa dotata, avere una defiance all’incrocio affrontato con distrazione e che la mia seconda marcia solo pochi minuti dopo, mi gratti senza esitazione. La coppia di camminatori assidui è sempre lì. L’anziano signore assieme al suo ragazzo, che camminano da sempre, che cammino per tutta la città . Ricordo che lo facevano fin da prima della mia partenza e sono ancora lì, bordo strada a macinare chilometri, chiaccherando.
Saggi quei due.
La cinesina sull’uscio della sua bottega aperta sempre e senza sosta a chiedersi forse il perché di quella sua presenza proprio a quell’ora e in quel momento. Un bambino con una spada laser che gioca sul marciapiede, il traffico leggero che scorre attraverso le nuove rotatorie al posto dell’antico semaforo. Ora la popolazione sembra essersi leggermente abituata, ma agli inizi i drammi di una novità  che non li apparteneva si fecero sentire. Qui non si è mai avuta una grande tradizione di rotatorie. Poi vai su liscio fino in alberata, curva dopo curva, belvedere, qui abita Andrea, poi panorama. Decido di scendere per la lunga via America Latina (mi da un non-so-che di Los Angeles il nome…) prendo il caffè al solito bar. Il tempio della schedina, i soliti avventori, una barista molto gentile, che oggi tra l’altro, mi versa anche dell’acqua senza che io gliela chieda. La bevo tutta. Ringrazi, saluti guardi al di la del vetro.
Leggermente nuvoloso, poi passa. Oggi mi va bene anche così, ieri il sole c’è stato.
Basta e avanza.
A legger quel libro ed a cercare lavoro mio caro, mentre una frizzante Estroversa, mi tiene compagnia, facendo perdere i miei pensieri tra i suoi racconti fatti di tanta neve bianca che quest’anno dal vivo non ho nemmeno visto e conseguentemente toccato.
Ma prima del disgelo, sarai mia!
(A proposito anche oggi hanno annunciato tanta neve al nord e Febbraio fa l’occhiolino)

Cara mia – Jay and the Americans

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