Di notte, da sempre, per ben due o tre volte a settimana, passano sopra la mia testa aerei molto grandi, credo siano dei cargo. Sento il loro lento rollio nell’aria, il loro verso. Credo sia sempre uno alla volta, magari in rarissimi casi, due insieme. Riuscire nelle serate più limpide a scorgere il Bip intermittente delle spie di segnalazione.
Ci passa di tutto quissù, di tanto in tanto.
(Rumore di) jet, elicotteri di tutte le corporazioni armate e civili (persino quelli con le sacche colme di acqua, durante le incendiarie emergenze estive).
Me lo disse mio zio, che la collinetta che ci ospita era su di una rotta internazionale di un non-so-che-qualcosa.
E anche se fosse la cosa più sconclusionata che potevi dirmi da bambino, io questa motivazione me la tengo stretta.
Già , perché mi piace sapere che c’è sempre qualcuno che chissà dove vada o che porti, passi sopra di me.
Mentre dormo, mentre faccio fatica a dormire o sono semplicemente in silenzio.
Che ci sia qualcuno che guidi quell’enorme, pesante e colmo, cargo merci.
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