Sarà la primavera, sarà il variare del tempo. Mi scappa uno sbadiglio a mezzogiorno, dopo che in macchina non mi ha sfiorato nemmeno per un istante la voglia di una sigaretta. Piove, ma dopo due ore c’è il sole. La burocrazia è farraginosa, quasi inutile. Il tirocinio, lo stage, sono particolarissime (ovvero del tutto inesistenti) rapporti lavorativi, che richiedono n-fotocopie, n-firme, n-timbri. Debbo dire:non me lo aspettavo, confidavo almeno in un n-1.
Lo sono anche i centri per l’impiego. Arrugginiti, poco oliati. Stamane un guasto alla “rete” (“il problema ce l’hanno anche su, alla Provincia”) ha permesso al dipendente di poter sbriciolare cracker sulla scrivania. Di parlare con la bocca piena. Di ascoltare Dolcenera (che Dio ci stra-fulmini) tramite le mini casse del suo Pc-Xp® Compatible. Anche a te, grazie, si, salutamela. Si, salutala anche per me, la zia Lina. Si.
Yawn.
Oggi è il Natale di Roma, che fatalità viene dopo la Pasqua. Vedi un po’. Auguri ad una città avuta sempre a portata di mano, con la quale il rapporto si è diversificato enormemente negli anni, passando da amore, banale indifferenza, odio, ancora amore. Delle volte che dico, ci vivrei, delle altre che nemmeno morto. Pensieri che scoccano all’improvviso, bloccato sul G.r.A o nella eterna ricerca di un parcheggio. Li sprovveduto, dici no. Ma poi la signora, la vecchia signora patrizia (come diverso tempo fa la defini ludik, mi sembra di ricordare), ti ripaga di altre mille gioie, colori e sensazioni. E’ inutili. La ami e poi no. Ma rimane sempre Roma, difficile spiegare. E questa difficoltà apparente nel saperla e poterla descrivere, che mi fa ricordare la mia fortuna, ad esserle nato così vicino.
Yawn.
Ferdi arriva col gommone, vita (anche) tragica, sacrificio e lavoro, onestà , provo col quiz, botta di culo, 300mila e bene cosi. Ti accorgi che questo tipo di storie all’utente televisivo medio, piacciono. Molto, certo. Incoraggiano e lasciano il pathos dello schermo, con la più grande raccomandazione finale: non mollate mai, non smettete mai di crederci, mai.
Sfuma, nero : the end.
Yawn.
yawn…
Se ti può consolare, in questo periodo, anche il sottoscritto a volte avrebbe voglia di evasione … buona giornata Stef.