Giri di A.n.a.s

Passasse un po’ più spesso questo giro in rosa. Ce ne fossero ogni sei mesi di eventi così tra le nostre curve. Veloci atleti, che pedalano e sudano e scivolano via così. Che poi mio nonno era il vero amante di queste cose. All’epoca io bimbetto, lui alto e forte, mi lasciava accanto a se, durante i pomeriggi del giro. A seguire le telecronache, poi a dirmi chi erano. Chiaramente io nomi ora non li ricordo, ma potrei fare un rapido calcolo per risalire la china di questa mia menmonica confusione temporanea. Il ciclismo alla fine mi ricorda nonno, anche questo. Un ‘altra scusa per scriver qualcosa. Lo apprezzava molto come sport, specie a livello tecnico-agonistico, lui, il nonno. Io ora un pò meno dal punto di vista sportivo. Strutturato e forse deviato da recenti (ma non troppo) e (anche) continui eventi di cronaca sportiva. Quindi poi mi disinnamoro del fascino sportivo. E per interi periodi, fino al prossimo scandalo (sperando sempre nel decrescere) continuerò a pensare alle due ruote specie per il nonno. E non solo questo, però certo.

Tanto meno lo seguo, ne ne conosco i principali esponenti. I nomi. No, del ciclismo mi rimane la coda di Studio Sport in notturna, prima delle televendite di Mediasetpremium. Amo, magari, un altro tipo di bicicletta, quella con le due ruote più leggere, più spensierate. Che si confondono sul rettilinio di una risaia o di un canale di un lastricato d’asfalto, di un sanpietrino, dove pedalare sia facile, magari veloce, sempre col vento in faccia. E poi pedalare fa bene , no ? Fa il culo bello, vero ? Dicheno. La Basca amica Ainoha, ci arrivò a Parigi via Bilbao col proprio futuro marito, pensa un po’. Ma quanti ne vedi in giro, chissà  da dove, chissà  da quanto.

Non lo so. Attimi e ricordi, momenti indelebili, tante le fantasie da associare al biciclo. Ricordo un esperienza drammatica con una professionalissima bici da gara in carbonio o altro materiale pregiato, donatami una domenica dal coinquilino, atleta. Accenno di rapporto anale col sellino della bici in carbonio. Non male per essere il 12 di Giugno e per indossare dei molto più che conservatori, jeans. Aderenti cavallo. Meno drammatiche e più belle da ricordare le pedalate fatte a Parma, Padova, Treviso, Roma e al mare (altro ?). Di quelle conservo tutto nella mente, perché di foto in bici o sulla bici proprio non mi sembra di averne. Le persone ed i posti. Tutto schedato. 

Ma non è questo il punto.

Grazie al ciclismo, magicamente la statale sotto casa è diventata liscia, nera e con splendide righe bianche. Ma di un bianco.

1 Commento

  1. Mi hai fatto ricordare il mio nonno ed i pomeriggi caldi trascorsi a guardare il giro alla tv o, più spesso, nell’orto con una radiolina accesa a seguire la corsa.
    O ancora quando con la sua vecchia bici nera, con una borsa legata alla canna ed uno scatolone aperto sul portapacchi, portava me (sulla canna) ed il cane (nella scatola).
    Mi si scalda il cuore

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