Qui un tempo era tutta campagna. No, non ho detto elettorale.
Riprendo il senso delle cose che ti creano del disagio, della non-armonia (segnatevelo) , arrivi in una meraviglia e senza batter ciglio a quella splendida cosa che si fa in Italia, quando è ora di prendersi poltrone e poltroncine. Seggi e sedie da campeggio. La nostra santa e beata politica si rimette il cravattino, l’abito buono, chiama il primo stronzo con una 5d (ma magari anche non a pieno formato) e CHEESE : scatta la foto Elettorale. Bellini, con lo sguardo in obiettivo. Splendidi con la speranza ed i progetti chiusi nel cassetto. C’è aria di crisi e pure pesante. Lavoro non ce n’è, cosa fare quindi in questo 2009 dalle previsioni pessime ? Ci candidiamo , no ? Alla fine che ce frega, spendiamo un po’ di soldi (tanti) per tartassare i coglioni al mondo intorno a noi. Convinti che questo fardello e straccio di programma possano essere utili e sopratutto credibili. Visi sempre noti, vecchi e vecchiacci guidati dalla politica del nulla, del non-vero, del sarà , faremo. Ma intanto votatemi. E giù di letterine, bigliettini, volantinaggio. Certo che si crea anche un indotto della bucia (in dialetto nostrano: bugia), piccoli posti di lavoro per il breve periodo dello strombazzamento elettorale. Esempio ? Volantinare a destra ed a manca per un week, alla modica cifra di 300 €. Tutto in nero, eh. Ci mancherebbe.Â
Introduzione questa, davvero obbligatoria. Lo scenario è desolante. Improvvisamente il politico si ricorda del rapporto con il pubblico cittadino solo quando ci sono le elezioni. Questo diventa ancora più puerile, scontato e blando in un contesto locale come il nostro. Ah si, io sono a Frosinone, uno dei comuni ultimi in qualsiasi lista. E’ facile, basta guardare sempre in fondo, non si scappa. Ora qui, le pacche sulla spalla, i pubblici attegiamenti sono quasi da girone dantesco. Ridicoli, sgamabili e prevedibili a centinai di metri di distanza. Sorridere, mi vien solo da sorridere. Promesse strappate a quel voto piuttosto che a quel candidato, cose dette all’orecchio : milioni. Commercianti sudditi di quell’assessore o di quel consigliere. Tu (presunto candidato) mi devi spiegare una cosa : perché se già hai avuto una possibilità di aiutare e migliorare lo stato delle cose e non hai clamorosamente fatto un cazzo, perché mi tocca rivedere quella stessa faccia (con meno gel, più lampada) su quel cazzo di cartellone ? la domanda è PERCHE’. Hai fallito, non servi alla comunità , fai qualcos’altro nella vita, no?
Allora il messaggio è di una semplicità illuminante : IO non vi voto, non esistete, non me ne frega un cazzo di gente come voi. Ribadisco il concetto di amministratori vecchi, datati, non formati e poco istruiti. Via dal culo. E speriamo che google con le keyword faccia il suo bel lavoro. L’unico scempio grosso come una casa : la quantità di carta che si spreca, butta via, consuma. Per quello vergogna. Per il resto, braccia rubate all’agricoltura.
















