Per ora finito qui.
La seconda entrata è necessaria comunque. Quindi pianifica ed anche alla svelta. Prima attendi. Attendi un trillo o una mail. Basta che attendi. Fuori comunque a ricominciato a piovere alla cazzo. Cioè all’improvviso e poco. Un’insaponata, direi. Ho detto che domani volevo il caffè collettivo di mezza mattinata e mentre lo pianificavo mangiavo con gusto e con un certo tocco di voracità del fondente con nocciole. La prima cioccolata d’autunno, definita d’istinto da uno accanto a me. La macchina di mio fratello pattinava leggermente nel tronare indietro. Anche quella stazione radio lasciata li, di default, all’accensione del veicolo. Il volume stasera era basso basso, quasi inesistente la presenza musicale del network radiofonico campano. Il motore diesel di fabbricazione italiana è riuscito ad avere, piuttosto casualmente, il palco intero del mio udito. Guidando lentamente, non pensavo a nulla di attuale ma solo al passato. A quello che era, a quello che fu. “Inesorabilmente”, sussura una vocina, “anche no” contrasto con fermezza io stesso. Ma è un continuo inseguire una scia sempre più volatile,labile,flebile. Ho le copie di molte cose dinanzi ai miei occhi, cose che meriterebbero attenzione senza dubbio alcuno. Sono stanco fisicamente è il mio bilancio. La schiena e le articolazioni quelle più sofferenti. Affaticato, affiaccato. Deciso come poche volte e lucido come non mai, hai scelto la tua quiete e quiete sia. Che mi alzo d’abitudine verso le 6.00 e d’istinto fuori al balcone nelle giornate di sereno. Appena fatto capolino la luce, le foschie della notte sembrano quasi arretrare.
Evvai!
bellissime descrizioni… di “sentite” sensazioni …. complimenti Stè.