io di questo week qui e l’inizio settimana ci ho capito ben poco. si parto da sabato come la settimana fiscale negli stati uniti. Che il sabato sfuggi alla tempesta colorata di nero grigio e l’asfalto per tornare a casa ti sembra sempre meno bagnato di quanto pensassi. E’ ancora pomeriggio, c’è tempo. C’è tempo ancora per dormire o per sfuggire a quella pesantissima narcolessia sull’autostrada. Cosa che ti ha fatto faticare. E passa. C’ho capito ben poco anche il giorno dopo, quando la mattina ho pensato che fosse da mare , che fosse da spiaggia, con un cane che magari correva davanti a te. Non il tuo eh (non volermene Rocky caro) ma un cane bianco. Pare che sulla spiaggia ci stia bene solo il cane bianco. In caso nettamente contrario, di nessun corsa o di nessuna spiaggia assolata si è potuto parlare, almeno fino alle 18,30 dove un caffè e due piacevoli ore di conversazione, mi facevano distendere il collo. Solo un caffè isolato, in un pomeriggio di provincia morterella. Primi venti freddi per il viale principale, quei venti che si incanalano per Corso della Repubblica e che scoraggiano i golfini più stirati che mai. Inamidati come le camicie dal colletto alto e spesso a due bottoni. Pochi quelli con camicia e cravatta. Qui in questo caso cambiano anche i colli. Ovvio. Il bambino giù griffato. In città non si fa che parlare del nuovo multisala e della squadra di B in testa al girone. Un’innovazione, il primo. rispetto al precedente più stretto e piccolo che a malapena regge il confronto. Dicono che ci siano le sedie grandi, quelle comode. Finalmente come i multisala della capitale. Ma non ci sono ancora andato, dicevo e chissà quando ci andrò. Sera , autunno interno sera, non così autunno da giustificare te’ caldi o biscotti. Non ancora.
Uh, ma arrivano (non vedo l’ora)
si in effetti anche io a volte la domenica mi faccio due coglioni come una casa..
le maledette non estinte mezze stagioni?