E lui cantava Gaber e parlava di tante altre cose. Ricordati della miseria e della libertà  intesa come partecipazione.

Come sempre ho fatto bene , dopo cena a lasciare un po’ la tastiera da parte e mettere su Paolini. Conosciuto in Veneto e grazie al Veneto, essendo fatalità  anche lui Veneto. E insomma, l’è bravo questo tipo qui. Io che di teatro poco ne ho masticato (troppo poco) nella mia vita. Perchè non farlo, magari da casa, e con la complicità  di qualche direttore palinsesti che crede in qualcosa.
La7 che butta sul palinsesto qualcosa che ti scaraventa anni luce lontano dalle urla del grande occhio rosso, che spuntano dal piano di sotto.
Altri toni, altri contenuti.

ommenti

  1. ieri sera ho fatto la stessa cosa, pc spento, e mente concentrata su Paolini, la cui conoscenza devo, per quanto mi riguarda, ad amici che studiano teatro a Venezia, e del quale ormai ho visto quasi tutto. Quello che mi stupisce è che un prodotto del genere, culturalmente alto e, suppongo, a costo moderatamente contenuto se paragonato ad esempio con lo show di Morandi per citarne uno, non venga a tutti i costi voluto sulle reti del servizio pubblico. I miserabili è troppo di sinistra? Ok, ma ci sono altri suoi lavori che sono semplicemente un fantastico viaggio nella storia del nostro paese. Meriterebbero senza dubbio una platea ampia, senza nulla togliere allo stupendo lavoro de La7.

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