Non ho dormito una mazza. Mi sono svegliato all’improvviso dopo non so, mezz’ora ed ho visto l’alba. Fredda e senza sapore. Scrivo a fiumi e punto a fissare solo emozioni e pensieri. Mi sono acceso una sigaretta su questo film dell’alba. Ho aperto anche un poco la finestra, per far uscire il fumo e sentire il cambio repentino di temperatura nei miei polmoni.
Il cielo era limpido, l’arancio acceso. Mi sembrava solo di aver fatto un brutto grande sogno. Ricordavo con un certo tipo di distacco le sensazioni della giornata prima : incredulità e tanto stupore. Ma sopratutto una porta in faccia grossa come quella del Duomo milanese. Pensato e ripensato a tutto ma sopratutto a me. Autocritica meno lucida prima e più trasparente dopo. Dopo una notte intera di elucubrazioni sul mio modo, sulla mia persona su quei singoli 43 giorni, la mia risposta è stata : fanculo gli standard. Stavi semplicemente in culo a qualcuno. Italia agli italiani. Tutto qui. Non contano i brand internazionali, se poi alla guida ci metti, il quartierino, il populino. Non puoi internazionalizzare, l’italianità del “branco”, non ha senso. Le radici rimangono sempre vive e se c’è da sparlare, si sparla. Il pettegolezzo e quant’altro, portano però a cose come queste: contratti di lavori vitali per una persona, possibilità di carriera, crescità , ma sopratutto, sopratitto la serenità per un cristiano di portare a casa, il companatico.
Anche questa volta mi rialzo, riparto da zero, con un pugno di mosche e diversi debiti. E’ che delle volte, mi verrebbe da dire, che con la vita delle persone, non si scherza e che probabilmente quest’anno a Natale, si venderà qualche unità in meno. E non sarà colpa solo della crisi.
Il buonismo e la mia bella testina che si china, questa volta me li sbatto al cazzo, senza problemi. Il sorriso e le strette di mano anche. Ho da ringraziare solo poche persone davvero.
Una di queste in particolare, che ha reso possibile questa piccola avventura : grazie.
Non ho capito benissimo se non che hai avuto una grossa delusione e che la cosa mi sembra connessa con il tuo lavoro … comunque sia mi spiace
Se parliamo di lavoro veramente in questo momento guarda io ne avrei da dire …
già proprio lui, il lavoro.
ma sta cosa, mi lascia senza parole.
Mi spiace Stefano
(e la faccina ce la metto io questa volta).
Tifo per te!
speriamo bene!
Io ce la metto tutta!
grazie mille cara…
Quel che scrivi è fin troppo vero. Spero che queste “virtù” tutte italiane diventino la nemesi dell’italia e degli italiani: staremo a vedere.
Mi dispiace tanto, perché il sorriso elapositività che hai dimostrato la sera prima di iniziare quest’avventura non meritava una conclusione simile. Sono sicuro che ti rialzerai, più forte di prima… se non lo hai già¡ fatto nel frattempo.
Niente faccine, ma buona fortuna.
~Marcello
Ste, un abbraccio. Forza, che la volta prossima andrà mooolto meglio, alla facciaccia loro. Perché quando una porta si chiude, in genere se ne spalanca un’altra che è mille volte meglio
Guarda io sono in aria di invio cv come purtroppo gran parte delle persone che lavorano dove lavoro … ti capisco bene