Idraulica d'autunno applicata ai pensieri.

Ci son delle volte che a seconda di dove scrivi , la sensazione dello scrivere ti sembra più fluida, più scorrevole, da rubinetto aperto. Non lo so, magari capita solo a me, ma se per esempio, è il balcone e non la cameretta, la cosa ha un altro senso.
Un altro valore.
E se non è il balcone, può esser al mare, dove meno ti immagineresti tra le altre cose di poter scrivere. E se mi perdo nei pensieri, tra le piccole foschie dei camini, che verso il calare effettivo della luce, già  cominciano silenziosi ad emettere quella flebile e diffusa foschia , che fa così tanto autunnale in questo pomeriggio qui. Con le foglie a terra, i colori caldi e le sfumature, quelle che quasi riesci a cogliere anche se luce non c’è più.
Che dici e ti sembra che non fa nemmeno freddo, perché le mani ancora le riesci a muovere per benino e non ti creano fastidio. Poi magari po’ dipendere dalla posizione da come ti metti, da quello che usi per scrivere. Tutto, per la maggior parte delle volte in questi ultimi anni di vita, tutto – dicevo – partecipa ad amplificare in un modo o nell’altro, la mia capacità  dello scrivere.
Ma son dettagli mi direte voi, se sai o non sai, lo si vede, in barba al come e dove. Si, lo so, credetemi, lo capisco anche bene. Ma certe volte, proprio contribuiscono a far si che. Insomma, oggi pomeriggio, mi son accorto che se ste’cose le scrivevo in camera era un conto e che se invece le scrivevo al balcone era un altro conto.
E che in ogni caso, non bisogna mai, stringere troppo il rubinetto, che senno i pensieri fanno tappo.

e per liberare il tappo, ce ne vuol di fatica.

ommenti

  1. …ma lo sai che l’ho sempre pensata anche io questa cosa del tappo? i pensieri che fanno il tappo sono il male, ti fanno un fastidiosissimo ingorgo

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