Post-Immacolatio.
Avevo detto che ieri, giornata di festività colorata di rosso sul nostro calendario, non avrei fatto una benché minima beata mazza e che magari invece in un fremito di voglia di iniziativa mi sarei messo a uppare tutte le foto che finora giacevano immobili nei settori di un LaCie grosso e rumoroso. E invece no, non ho rispettato i magari ma solo i che-ne-so.
mi è venuto normale far scorrere dinanzi a me i giorni passati, le persone e le cose fatte. I treni, le mille metro i motorini e quel modo di viversi ancora una piccola trasferta in maniera zingara ed un po’ peones. Con quella instabilità tipica di questo mio eterno-periodo, con gli occhi un po’ sognanti, di chi vorrebbe che fosse sempre così.
E continuo ad avere conferme che partire verso il mare, quando pensi che sia nuvoloso,grigio e coperto e che invece c’è il sole ed il cielo sereno, leggermente velato è cosa buona e giusta. Pure per tre ore di sole.
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Chiedo scusa da subito a tutte le donne in lettura e a chi è particolarmente sensibile, ma non so come, ne tanto meno perché, quando leggo un post così, lo Stefigno Nazionale, mi fa uscir fuori un esclamazione tipica da brindisi testosteronico fatto tra uomini con birra e camogli: “VIVA LA FIGA!”.
Non centra NULLA e io me ne rendo perfettamente conto.
















