I bilanci non si fanno, i bilanci li odio, nei bilanci da un po’ di tempo a questa parte esco sempre perdente e di brutto pure. Ma, dato che nel mese di Dicembre è stato trascurato il racconto e la scrittura, mi andava (un po’ per sfizio, un po’ per sfregio) di annotare questi 12 mesi in poche righe.
E’ stato un anno che per mille motivi ho vissuto giorno per giorno con il contagoccie. Ho visto passare sul calendario davanti ai miei occhi, ogni singola giornata, ogni singolo mese. Le stagioni e i vari equinozi. Un anno quasi alla moviola. E’ stato duro, umiliante, tragico e sofferente. E’ stato brutto in moltissime cose. Ho chinato il capo e non solo quello, quasi sempre. Mi sono sacrificato, mangiato merda e continuato a mangiarne fino alla fine. Ho pianto tanto, riso meno (rispetto alla mia media di vita). Mi sono sentito sconfitto, solo, abbandonato. Ho perso la speranza, l’ho riacquistata per poco tempo, l’ho persa ancora. L’incertezza e l’instabilità l’hanno fatta da padroni. La povertà (nel vero senso della parola) anche. Ho perso amici che credevo importanti, ne ho acquistati – forse – altri che spero (vivamente) diventino davvero importanti. Sono stato poco mondano, poco sociale (se vogliamo). Affaticato, zoppicante fino gli ultimi giorni. E’ stato l’anno del dimagrimento, l’anno dei meno quindici chili. L’anno della grandi illusioni. L’anno del “Veneto mo’torno” e che invece poi è stato “Veneto adios”. Ho perso una persona importantissima per la mia vita, un po’ come lui. E’ stato uno schiaffo continuo da parte della realtà e della vita, che mi hanno temprato ancora di più di quanto non lo fossi mai stato. Ora dopo cicli così di cacca, che non ne vedi l’uscita, spero solo il prossimo anno sia decente. Una parola che ripeto con un certo rispetto. Non voglio bello, non voglio coi botti, no. Voglio decenza e tranquillità . In silenzio e piano piano, senza rompere il cazzo a nessuno. Vorrei poter cominciare a costruire qualcosa per me ( e magari per qualcuno che vorrà essere accanto a me ). Voglio e devo cambiare città , aria, posti. SE la prima non ci sono riuscito, la seconda l’ho lisciata, la terza spero mi andrà bene. Voglio avere meno paure e meno cose che mi condizionano. Meno incubi la notte, meno brutte notizie, più ore di sonno.
Voglio tornare a respirare a polmoni pieni.
Ora sogni nel cassetto più di questi buttati li sul tavolino, non ne ho. Ammetto di essermi molto ridimensionato nella mia fantastica cavalcata quotidiana nei confronti del sogno. Disilluso e con i piedi siliconati al terreno. Pensavo che no, Stefano sarebbe rimasto sempre quel sognatore, passionale, romantico abitante della sua esistenza, ma forse non è più così, forse lo è in parte. Avverto solo la stanchezza con la quale mi sono presentato al finale di Dicembre : stanchezza fisica ma sopratutto stanchezza morale. Meglio potrei definirmi : stremato.
Ma son sicuro in cuor mio, che non solo di cose grigie si debba scrivere. Arriveranno post migliori. Giorni migliori, vite migliori.
Questo è l’augurio che faccio a chi legge e che faccio anche a me stesso.
Ci vediamo l’anno prossimo, cari.
Un sorriso,
Stef.
*(e Tu, che da allora non sento più. Vuoi il male provato, l’orgoglio, la distanza, il silenzio. Tu. Mi faccio forza con un post, con la scusa del fine anno, tu. Manchi fortissimamente, tu. E continuo a volerti bene, in silenzio.)
Stefano ti auguro veramente tutto il bene che meriti in questo 2010. Un abbraccio. Cate
Auguri di cuore, Ste. :*
Un augurio di cuore , sinceramente
Buon tutto Stefano.
Forza e coraggio.
Un anno con tutto il quello che ti meriti (più gli interessi per questo 2009)
:*
e daje, su!
Nel 2010 spacchiamo, cazzo.
Onore a te. Auguri per il nuovo anno
un abbraccio e un “in bocca al lupo”