E’ successo che sono successe in realtà un sacco di cose e che sicuramente (ma anche no) non è questo il posto ed il post (si, è voluto il quasi-refuso) giusto per raccontarle tutte.
Solo che se non fosse per qualche bravo, paziente e vicino amico di rete questo posto non avrebbe il look che ha adesso. Si, look è più cool di tema.
E cool è molto meglio di tante altre parole che non mi venivano in mente sul momento.
Poi bisogna anche dire che mi rompo le palle a vedere sempre il posto-mio-cool senza aggiornamenti e senza nulla, quindi ti fai forza anche contro il led bianco e ti metti a scrivere o bloggare again e ti accorgi pure che non è poi così drammatico dopo la quarta o la quinta riga. Si, proprio come anni fa, in cui mi venivano post a randa e tutto mi sembrava bellissimo.
E’ successo che insieme alla voglia di raccontarmi questa sera prima di crollare per un volo domani mattina all’alba di una ‘pasquetta’ bagnata e fortunata (che si, i meteo non ci azzeccano mai ed il potere della pasquetta non è più quello di una volta, delle mille organizzazioni e dei seicento messaggi di testo e dieci indecisioni su otto persone presenti) è successo dicevo, che ho anche cambiato un botto (si poteva scrivere -un sacco- ma mi va bene anche così) di cose della mia vita.
Attenzione, io mica volevo così tanto velocemente o meglio in maniera cosi radicale: è successo e me le tengo.
Poi magari le organizzo pure, ma nel frattempo me le tengo e mi gusto la felicità del cambiamento, che procura la benzina per fare (il) tutto.
Ora c’è Milano, i suoi spazi grandi che paragonati a quelli capitolini diventano piccoli. I suoi mille mezzi di locomozione, la gente, la cadenza, i dialetti, le mille nazionalità. L’asfalto, qualche giardino. Tutti che devono parlare al telefono o che lo guardano intensamente. Nulla di nuovo sotto al sole eh, ma qui sembra che spesso la cosa sia patologica o per nulla importante al tempo stesso, viene semplicemente fatta.
E quindi l’abbonamento, i piedi, i tratti a piedi, i tratti col bus, il tempo in fermata e lo sguardo al Blackberry che s’impalla, che rallenta, che non va più dopo due anni.
Inizi all’improvviso e nemmeno ci capisci molto. Tieni sempre presente come dogma unico, le tue prospettive, i tuoi requisiti, le tue regole. Regole d’acciaio, regole da rispettare a tutti i costi, in barba alla bella stagione che verrà ed ai suoi richiami ormonali, mentali, caratteriali. In barba alla solita voglia (legata si, sempre alla bella stagione) di fare e disfare che diventa sempre più lusso e blanda-necessità.
Ai lussi, bisogna rispondere col peso di quello che si dispone con una bilancia che parla chiaro e che non imbroglia. Alle blande necessità, lo stesso, forse pure peggio.
Alcune parole del mio vocabolario, come ad esempio “bene”, hanno cambiato cadenza dalle 9 alle 18 non volontariamente questo si, ma spontaneamente.
Compio gesti di routine, guardo facce, penso a quello che accade intorno a me. Tante altre cose, che meriterebbero analisi più approfondite, vanno a velocità più elevate di quelle che realmente posso io dedicare a loro facendo sovrapporre il tutto e il di più.
Mi sono buttato ancora (maledetto vizio il mio, già) tentando e credendoci (altri due pessimi vizi) ancora. Ho passato il tempo a pensare a quello che volevo scrivere qui per poi scriverlo solo nella mia mente giorno dopo giorno. Il risultato è che un sacco di pensieri e di cose da scrivere sono andate in vacca, ma almeno sul momento venivano classificate come geniali o quanto meno valide.
Re-iniziando tutto da capo anche questa volta, mi impongo un atteggiamento border-line e senza eccessivi virtuosismi, quindi attaccati al cazzo tu che mi vuoi bizzarro e sbarazzino. No, questa volta sarò camaleontico come il più tropicale degli assenteisti in parlamento o in un qualsiasi pubblico ufficio. Prendo le misure, cerco di capire quel poco (o poco di più) da capire.
Scrivo a vanvera, recupero pensieri, magari tempo.
Io ho capito solo che sono cambiate tante cose e che ora sei a Milano , welcome quindi
Eh eh, grazie Bà, bello sapere che ci sei sempre
Che bello! Che bello!
Lo Stef è tornato a scrivere. Tu e i tuoi post mi sono mancati, tanto.
Ancora un inboccaallupo per questa avventura milanese e ci si vede alla prima occasione