Ponte-ponente-pontepi-tappe-tappe-erugia (cit.)

Non pensavo di risalire e dire che mi mancasse Frosinone.
Eppure è stata una cosa che ho pensato e di cui ho anche disquisito.
E’ stato un ponte veloce, pressoché sereno, con la voglia di vedere i miei genitori, i soliti pochissimi giorni, in cui ho condensato n-cose (elevate alla “n”)
Gli affitti degli amici che mollano gli ormeggi che sembrano determinare nuovi inizi fatti di diversità, le due o tre ore di chiacchera indisciplinata con gli aficionados, il salto a Roma per l’immancabile cricca, la voglia poi esaudita di una cacio e pepe, beffarda fino alla fine con la sua porzione fusion-mini del cazzo.
La pioggia, il sole e la città di Napoli. Un compleanno che non potevo dimenticare e che fatalità di calendario mi vedeva presente. Un’amica cara e di sempre ed un augurio fatto col cuore e col mare. Bene e sempre bello quando ti bulli da solo di città diverse in giorni diversi e lo fai mentre ascolti solo il rumore dell’autostrada alla guida. Ma qui nascono pargoli e le coppie si inaugurano convivenze e percorsi comuni. Ed io che mi guardo questo mondo di affetti e conoscenze che corre come sempre e come non mai, più veloce di me.

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