La polvere d’estate

Odio quando si deposita polvere nei posti a cui tengo.
Sopratutto quando le cose da scrivere sono Milioni di Milioni.
Ma alla fine il socialcosi ci hanno rovinato, ovvio è colpa loro, dicono.
Luglio che col bene che ti voglio, vedi di portarmi un minimo bene, non di far miracoli.
In questa Milano calda (graziearcazzo) e assolata (ma dai?) in una estate che finalmente si mette il vestito più bello.
I post mi vengono la mattina nella metro, la verde in quelle 5 fermate che mi separano dalla periferia al medio centro. Dalla berlinetta lavata dei corsi più antichi, alla bicicletta scassata o al motorino modificato del lungo naviglio col pavé.
Li di post ne vengono tanti in mente, così al volo, con la mente che disegna splendide ambientazioni per fare racconti di sicuro effetto e rendimento Invece prendi l’abitudine a pensarlo e non ad immaginarlo quassù.
Finisce cosi, nell’arco dei 30 minuti scarsissimi la frequenza di mantenimento del pensiero del post che lussureggiante splende con regolarità all’interno delle pagine di questo dominio.
Diciamo che ho postato più foto delle cosine passate che parole.
E dovrei tenere a mente molto più di quanto immagini già da solo.
I racconti migliori poi, sono sotto la doccia, con quella tendina millecolori e fiori di quarta generazione che alberga nella bilocale bordo alzaia naviglio grande.
I post mi vengono al telefono, ai vari camp a cui sono stato in questi mesi. Con le persone nuove che ho conosciuto, ed il troppo poco tempo passato con loro, ed il troppo poco tempo con quelle che già conoscevo a cui mi sembra di voler sempre più bene anche se le vedo un cazzo.
Ah, le parolacce nei post, mondiè.
Perché si, il tempo si dilata in un modo incredibile e senza vergogne, nulla. Oltraggioso nello scorrere davanti al tuo quadrante al tuo giorno medio, senza la benché minima considerazione della tua privata voglia di far coincidere eventi ed incontri. Perché si sa, i rapporti destrutturati vanno a puttane in men che non si dica e non è una bella cosa, coi tempi che corrono che ricchi non si è, buttare ricchezze acquisite, no.
Ma, ancora uno per l’appunto, ma, il calenadrio è implacabile e senza remore.
Lui comanda, lui gestisce la cosa e sembra avere una dannata fretta in questo two thousand and ten, oibò.
Io provo a starti accanto annetto bello, ma la pompa nun m’areggie più d’estate, con tutto sto’sudare e l’umidità sparsa come perle ai porci.
Quindi, senti ammè, s’estate riposati un poco sotto quella frasca lì.
Respira.
Poi mi dici.

ommenti

  1. A Stefì, sient’amme! Sto post è bello ma denota il fatto che sei cotto, in tutti i sensi.
    Consiglio una vacanza (anche solo mentale) al più presto ;)

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