Dice ti chiami Pino, ci sei destinato a fare il barbiere. E me lo dice anche lui, davanti allo specchio con la forbicietta allegra e divincolata e la faccetta di quelli che ‘ste cose le fanno tutti i giorni, il giorno, da anni. Pino è la sua voglia di andare e tornare i suoi sette negozi aperti poi chiusi, poi questo qui in perfieria, in quella che -al mio, ma che zona è questa- risponde subito, qui c’erano pure le BR in quei tempi là. Ed io quasi che faccio un sussulto su quella sedia la. Si, poi è cambiato eh, tanti li han messi dentro, tanti se ne sono andati, tanti non si vedono più. Ora ci sono solo i neri, si ma, quelli alla fine.
Pino, è pugliese.
Ci tiene a dirmelo appena iniziamo le presentazioni di rito cliente-barbiere. Subito lo dice, che poi aggunge, l’ho perso quasi tutto il dialetto, ma alle origini ci tengo. Mi parla anche di Finlandia, che stava anche lì, la sua unica esperienza internazionale bofonchia, il suo unico averci provato, aggiunge. E stavo lì, tra un’ora di luce in meno, questi qui che erano di un educato e di un civile, ma che alla fine erano sempre gli stessi. Sono andato a finire in un paese che era pieno di artigiani, ed io chiaramente ero artigiano. Alla fine era pieno di barbieri, ma io avevo l’asso nella manica che ero italiano e che all’inizio tutti da me, poi tutti nella piazza. C’era la curiosità, poi dopo un po’, c’era più nulla. Ho chiuso e sono di nuovo qui. Dinanzi questo pezzo di Naviglio, sempre pigro, sempre scuro.
Pino c’ha provato, ora è un po’ spento e si vede anche dal modo in cui me lo racconta. Ha messo il figurino “promozione: taglio + shampoo, 15 euro” e qualcuno più curioso entra e Pino ti fa vedere che ha anche l’angolo estetista, manicure e pedicure in una stanzetta, quella lì dietro, quella dove ti fai lo shampoo. Qui facciamo tutto, eh. Qui non manca niente.
*(Pino l'ho conosciuto settimane fa, colpa di questo post ritardatario)

Grosso Like. Viva tutti i PinI del Monto.
Capito, che mito?