Per quest’anno non cambiare stessa spiaggia, stesso mare

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Al final di tutto, scherza e ridi, per uno che non è abituato da molto tempo a fare vacanze e “ferie” (parola che comincio a detestare nel tempo, solo per l’aspetto fonetico più che altro), basta un concentrato di una settimana di piccoli avvenimenti che sommati tutti insieme ti danno quell’impressione di ‘vacanza’ attuatasi con completezza di nota.

Un ospite iberico che hai visto crescere fin da piccola e che ti si riprensenta dinanzi agli occhi con la vivacità di una che vive il proprio tempo, che ha 20 anni, lascia mammà e se ne va in Urugay a sognare vita migliore ed a trovare l’amore. Che quattro anni più tardi ritorna, tutta compita e posata, ricca soltanto di una nuova esperienza e di un bagaglio sensibilmente più pesante di vita. Ed io, chissà che credevo facesse in Urugay.

L’ospite che merita tutto il supporto possibile è stato scorrazzato a destra e manca, in un turbinio di giornate in cui essere accompagnatore, autista e interprete. Poi quella lista stretta, ma importante, di persone da salutare assolutamente ora che ero da queste parti e l’incasellare agende da politico sulla cresta dell’onda senza l’aiuto però di procaci segretarie.

Passano veloci quei sei, pure sette giorni tra un luogo e l’altro, crollando la sera stanchi come da bimbi, quando si era corso tutto il giorno sotto il sole. Riesco persino a farci uscire un ripasso turistico della bella Florencia che da tempo non vedevo e nemmeno fotografavo.

Insomma, per farla breve, l’estate è quella cosa che ti riempiono di tutto un po’, che ti agitano dinanzi all’improvviso e ti dicono bevi, dai. Messa così, fatta improvvisamente di giornate da riempire anche con repliche di giornate che trascorri da una vita intera negli stessi luoghi di sempre, può diventare paradossalmente l’alternativa a quello che non puoi fare. E si, sentire i racconti altrui, sempre più ha significato ascoltarli e basta senza andare troppo in la con la fantasia. Ero e sono solo concentrato su quello che ci sarà da fare al rietro alla normalità, che nemmeno tanto tempo fa ho lasciato a Milano.

Ti volti un secondo almeno ed è già fine agosto. E’ già tempo di sognare altrove, per altro ancora.

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