Ciao Lucio.

Io mi ricordo di te in mezzo alla gente negli anni ’80, alla radio, nei film che tanto mi piacevano. Eri un po’ in tante estati, in tanti falò, in qualche chitarra.
Eri quelo peloso, quello istrionico, eri -per me- uno dei più grandi cantanti e autori italiani.
Per una serie di motivi e riferimenti temporali di questo momento della mia vita, ho voglia di associarti anche a un Borotalco di Verdone e tanto mi fece ridere quella maglietta ‘non è un cantante, ma un consiglio‘ che ora apparrebbe così irrispettosa.
All’improvviso, quando nemmeno nessuno poteva immaginarselo, così, in una giornata dove di assenze ce ne sono state purtroppo diverse, celebri e meno celebri.
Strano tutto, strano pure leggerlo all’improvviso su Twitter.
‘Ma come’, mi son detto.
Te ne sei andato in Svizzera.
Se ne vanno i miti, quelli grandi. Quelli bravi.
E credo che non mi vergognerò di rimetter su qualche tue vinile d’annata.
Vai col piano.

Grazie Lucio, un po’ di tutto.

*(sulla mancanza dalliana ha scritto delle cose molto belle anche Luca, qui)

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