Dimmi tutto quello che c’hai da dire (a.k.a colpa del kebab o della mezza 33cl)
Lunedì, Novembre 17th, 2008Oltre al freddo improvviso che ti prende alle gambe e sul petto, mente cammini velocemente nei confronti della tua macchina parcheggiata lì da giorni due, tornano le immagini delle persone incontrate durante il viaggio. Tante faccie e tante chiacchere, atteggiamenti, modi di fare.
Al solito, quando mi “dimentico” di portare con me un testo o il Mac, l’occhio mio comincia a sezionare, cataologare poi archiviare di tutto.
Un distinto e colto signore brizzolato, parlava con attenzione e molta gentilezza ad un ragazzino che fermo proprio non riusciva a stare nei 6 posti dello scompartimento Intercity.
Gli suggeriva la lettura di un quotidiano, gli passa prima il corriere, poi la repubblica.
Il giovane, cercava le pagine sportive: sono in fondo dice lui, abbozzando un sorriso.
Gli parla poi di uno scrittore, dei libri in se e della bellezza della lettura.
Poi si interessa ai suoi gusti musicali, il giovine dice con un simpaticissimo accento emiliano, che lui ascoltava i “Tokio Hotel”. Il signore , sospira e poi dice:si li conosco, li ho sentiti nominare.
Ho apprezzato enormemente la pazienza e l’affabilità di questo viaggiatore comune e mi auguro anche io di avere in un futuro una simile pazienza e gentilezza d’animo. Avrei voluto parlare io con lui.
Forse tutto dipende da quello che si vive, oltre che dal carattere che uno ha e che negli anni per esperienze e vissuti si è sviluppato, mi dico.
Non ho visto il derby, ho mangiato un Kebab, sono andato a letto presto ho constatato che i vicini parcheggiano alla cazzo e anche che parlare tra se e se sul divano, non è proprio il massimo della vita e fa molto “analista mio, dimmi dove sei e dimmi quanto ti devo”.
