Archivio per la categoria ‘arrabbiarsi’

Disfatta (ma anche no/si/sticazzi)

01 Agosto 2008

Questa “potrebbe” essere la parola giusta.
Un pò complicata da definire in quanto tale, ed in quanto associata a quello che ne concerne la mia attività lavorativa.
Spiegarlo non ha senso, spiegarlo è anche lungo.
E probabilmente annoia, prima me, poi voi.
Il fatto di avere un gruppo di persone da seguire ed a cui dare indicazioni, potrebbe già mettermi sul podio del “è colpa della squadra” quindi colpa anche TUA che ci lavori.
Probabilmente.
Ma anche no.
Di fare il papà, non son bravo, questo si.
La giovane età dei partecipanti al mio “team” può giustificare la presenza di questa parola.
Chiamare, seguire, contattare.
E non avere riscontri ne ritorni.
E imparare da questa grande palestra che è la vita e l’esperienza nuova che si sta affrontando.
Target non raggiunto (uno dei quattro) e magra soddisfazione portata a casa.
Domani sarà un giorno migliore (vedrai).
Quello che un pò mi scoccia, as usual, è la più banale considerazione che si possa avere della mia persona prima e della mia figura dopo.
E parlo come un bimbo, i know.
E mi sento provinciale con questa storia della considerazione di me/lui/lei/l’altro.
Poi smetto di pensarci, poi smetto.
Ma guardo sempre dritto negli occhi le persone con cui lavoro.
E mi sento un pò ciecato.

Mi sono rotto il cazzo [belli diretti eh]

29 Luglio 2008

E non si tratta di vacanze, del caldo, della fatica, nei dei sogni, ne delle speranze, ne dell’amore, ne del sesso, dei viaggi.
Non parlo di fantasie, di miraggi, di orizzonti.
Non è nulla di tutto ciò.
Non parlo di cose flebili, leggere ed adolescienziali.
No.
Sticazzi dell’IPhone o del vestitino di marca.
Delle tendenze del momento e di quello che avrei sempre voluto fare.
Qui si tratta di qualcosa di molto più elevato.
Si tratta del campare. Del doverlo fare nella maniera più equilibrata possibile.
Del dover sopportare le persone spocchiose.
Del dover stare a regole e schemi troppo chiusi , rigidi.
Chinare il capo per fare pompini solo a chi “per chissà quale motivo” è più in alto di te.
Del dovere fare finta che ti piaccia anche.
E’ insopportabile.
Leggo spesso di cose leggere e sono io il primo a scriverle, lo ammetto.
Poi però ti sfoghi. Usi questo famoso “esercizio di stile” e le butti giù.
Così tante cose son chiare a molti.
Ed alla fine son chiare anche a me, a memoria di quello che sono.
Non sono un “Padre Pio”, ma sono una persona estremamente BUONA, pacata, dolce e me ne vanto.
Ho pazienza, sono anni che porto pazienza.
Siamo arrivati a parlare di anni , nella mia vita.
Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, nessuno.
Ma magari è preferibile vivere le situazioni in un clima costruttivo, non far si che tutto vada al rovescio.
Per costruire uno lotta, si danna la vita.
Sacrifica e si mette e ri-mette in gioco.
Per costruire, per crescere uno da anche il culo.
Ma non per vedere lo scempio del tempo sprecato dinanzi a se.
A quel punto, signori miei, comincio a sputare in faccia alle persone ed a fregarmene degli altri.
Ad essere egoista. Io odio essere egoista. Mi sento poco bene nell’egoismo.
Ma lo fai,vuoi per un’ora, vuoi per una settimana.
Sputo e cambio espressione.
Basta con il sorriso.
Sorrisi, son preziosi e si distribuiscono a chi merita.
A chi merita.
La parola d’ordine è selezione, nella vita.
Una selezione continua, costante, senza soste alcune.
Nessun dramma per carità.
Ti rompi il cazzo e lo dici. Anche sul blog.
Non sarebbe la prima volta. Ci mancherebbe.
E “nun me ne può fregar de meno” se turbo la sensibilità di qualcuno (magari a me vicino) che mi legge.
I filtri, delle volte, non servono.
Ora a me, non serve metter filtri.
Perchè spesso qui non si parla di “Beautiful Life”, anzi.

OH. e basta.

23 Luglio 2008

Io voglio avere la libertà di essere ME stesso.
Banale come concetto, ma si fa difficoltà ad afferrarlo.

Non ci sta’ una lira pe’ piagne’ (cit.)

11 Luglio 2008

e se compramo l’AiFon.

“….A spingerli a una notte in bianco la passione per l’azienda di Cupertino, definita “uno stile da vita” da Ciro, ventiduenne impiegato in un call center e primo romano ad acquistare l’iPhone….”

In un Call Center: olè.
Poi però, per piacere non mi fate leggere per un pò (almeno due o tre giorni) di precariato e “non arrivo a fine mese“.

‘azie.
ecchecazzo.

*(se me lo regalano, tramite canali alternativi, magari un giro ce lo faccio anche io.)

**(Attenzione Battaglione :io non ho nulla contro il prodotto in se-per-se, magari è anche figo. Ce l’ho con una contraddizione che è tutta Italiana. Stop. Che poi magari se riesco ad averlo per-vie-traverse, non venga giudicato come incoerente. Chi può lo prenda pure, ma chi non può non faccia saltelli da circo equestre per avere, un MUST-GEEK-ACCESSORIES.)

***(Te capì?)

Il giorno prima del volo verso la patria madre

29 Maggio 2008

Piove merda da ogni dove.
E tanta, ma anche troppa.
Ed in maniera disordinata.
Perchè le persone lavorano in maniera disordinata, non coerente, assurda a tratti.
L’unica cosa da fare in momenti del genere è, secondo chi occupa posizioni più elevate nella scala gerarchica, alzare il telefono e usare metodi e toni spesso poco ortodossi.
Ora, sarà la solita “sbroccata” dopo la tempesta, ma, nella fattispecie, così non è.
Ok, me lo dicevi anche tu, ma certe volte, ci vuole uno stomaco (ed un fegato, ed un rene, ed un polmone e tutto l’ambaradam).
Gosh.

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