Cosa significa essere sul pezzo
Giovedì, Luglio 10th, 2008In settimana passo a Leopard.
*(E si, sono ancora con Tiger)
In settimana passo a Leopard.
*(E si, sono ancora con Tiger)
vola, vola, vola.
Le ore volano , i giorni pure. Mentre il caldo da una tregua e si intervalla con piccoli acquazzoni estivi che tra le altre cose adoro, un altro week se ne è andato come se niente fosse.
Caorle mi è piaciuta, se non fosse per Lorenzo, che tanto ha insistito affinchè muovessi il culo da questa sedia e che mi facesse fare più che una giornata di mare, una bella passeggiata con lo sguardo perso tra la gente e tra i luoghi che mai avevo visto.
Piccina e senza pretese, con i colori di un mini-centro storico, le piazzette e le mille taverne dove mangiare pesce. Poi tornare a casa guardando le stelle, respirando l’aria fresca della campagna vicina al mare.
Oltre al sole ed alle passeggiate, nella fattispecie, ho fatto ben poco. Me ne sono stato tranquillo, tra me e me. Riprendendo le vecchie cose ammucchiate, parlando via skype con Simo ed il suo nuovo Imac da configurare e settare, messaggiando con i più svariati personaggi laziali e mangiando forse un pò troppi carboidrati.
Dico che ho sonno, ma non dormo mai. Pecca, grave pecca questa.
Questa la parte apparente, quella della chiacchera e del mero elenco. Quella della facciata di palazzo e del balcone in centro.
La verità è che mi stanno salendo dubbi e che qualcuno me li sta facendo venire. Con i discorsi e le lunghe chiaccherate. Che poi è sempre un piacere sentire la sua voce, ma certe volte, come dicevo alla genitrice madre oggi, più del 40% delle cose che dice potrebbero appartenere a verità. E la cosa mi destabilizza. E mi trovo a riflettere, tantissimo.
Ho pensato al sorriso delle persone che mi porto dentro, che vorrei anche rivedere “live”. E non basta Skype e non basta l’Umts.
Punto al treno per il prossimo week, punto ad un aereo per Agosto.
Ma io lo sò, com’è che va lo show : sempre del tutto imprevedibile.
Ed io gioco. Che almeno non penso. O penso di meno.
Barbiere, tintoria (per forza, è un abito di lino), traffico secolare, un appuntamento : il tutto in 1 ora e mezza (scarsa).
Ora mentre sedevo nella comoda poltrona del barbierino anni ‘50 (li adoro, con il loro vecchio stile ed i loro modi davvero “pacati”) ho pensato che alla fine non avevo niente da dire oggi come oggi.
Cioè qualcosina c’è sempre da raccontarti caro il mio diarietto (Heidi mode=on), ma tutto-tutto magari no.
Vabbè esticazzi.
Che ormai è record del silenzio (ma questa la capisco solo io) e che incespico nei ragionamenti (ma che poi a poco servono, anzi a nulla servono).
Necessito davvero di almeno due giorni di silenzio delle linee e nonostante gli orari che cavalco (vedi 9,00/20,30) dall’alto mi si chieda “anche” qualche oretta in più.
Ed io rispondo: Vabbè, mandrake col mantello.
Col costume , le pinne e gli occhiali quando il mare è una tavola blu…cantava un tale (e che tale)
Io il costume lo compro oggi (perchè gli altri li ho lasciati in terronia), più che le pinne le creme solari, doccie a profusione, scatti a morire ed almeno una cena a base di pesce.Yes we can.
Non voglio fasti ne emozioni, non voglio amori da favola ne notti da ricordare, voglio solo un guanciale su cui riposare e delle stelle dal basso da poter guardare.
*(lo so, sono in controtendenza in 4 giorni netti.Ho anche io le mie cose.)
Io penso.
Tanto e simultaneamente ed a mille cose insieme. Penso alla mia collega che sta passando uno dei momenti più “tosti” della sua vita e che nonostante tutto sorride ancora. O almeno, che ci fa credere di voler sorridere ancora.
Penso che da quando son qui, piove, piove e piove.
Penso che non sono mai andato al mare, anche se lo scritto trilioni di volte.
Penso che sono stato a Venezia oggi e che ci hanno anche offerto il giretto in barca turistico al ritorno, che ho fatto due fotine col BB e le ho mandate ad amici lontani.
Poi penso che ho fatto le corse, che ho nuotato con i mocassini, che ho imprecato (pochino e non pesantemente) che ho aggiornato appena potuto, che ho avuto questo tipo di conferme e che tutto insieme, in maniera mescolata sono stato anche a cena con persone a cui sono affezzionatissimo ed a cui ho promesso una bella foto (se riuscirò) della loro prima creatura in arrivo (tra qualche mese). Penso che Simo faccia l’acquisto più bello e che nonostante le belle emozioni abbiamo avuto CULO: la sincerità è un dono, i know. Ora, nel bel mezzo di tutto questo pensare mi accorgo che la devo smettere di pensare e che piuttosto mi metto a leggere, così magari penso ad altro.
*[La cura vitaminica sembra funzionare (sembra eh), ma un consulto con annesso e connesso controllo medico ci stà (a prescindere).Cerco un nuovo medico curante (veneto,già).]
-la mia scrittura diventa matematica, con tutte queste parentesi quadre e tonde, che strana deformazione è questa ?-
Silenti e poi chiaccheroni a voce bassa.
Invisibili e assonati.
Con le loro candele alla citronella, i lumi bassi, i libri, la televisione sullo sfondo.
Giocano ad apporre buffi foglietti sui parabrezza per dire :”qui non si parcheggia, piuttosto che qui si può parcheggiare”.
Buffi, si.
L’albero di magnolia è alto davanti alla mia terrazza e le ranocchie sono sempre lì a gracidare in gruppo, come al bar, come in salotto.