Discorsi al telefono fra trent’enni di domenica pomeriggio
18 Maggio 2008-Giansandro (la moglie di) ha appena avuto una seconda splendida creatura.
-Ammazza, che si e’ lanciato verso na’squadra de’ calcetto ?
-Ma no dai, sta solo anticipando quello che tocchera’ anche a noi, tra quanto ? Cinque, sei ? Io dico cinque anni, si, massimo sei.
E tu, che annuisci con il corpo, ondeggi, ma non dici niente. Perche’ un poco non lo sai, un poco fai finta di non saperlo, ed un po’ perche’, cinque o sei anni sono davvero pochi e ti guardano in faccia, dritto negli occhi.
E’ che lo vorrei, pazzescamente rispetto a quello che sono ora, “lo” o “la” vorrei. Troppe volte ho sorriso dinanzi ad un bimbo altrui e a dire il vero sorrido anche ora mentre digito queste stesse parole.
Avanti, via, che di sognar c’e’ sempre tempo.
E’ chiaramente lunedi’. Ma questo se sei arrivato alla fine, lo sai gia’ (e magari ti girano pure.)











