Archivio per la categoria ‘introspezioni’

Discorsi al telefono fra trent’enni di domenica pomeriggio

18 Maggio 2008

-Giansandro (la moglie di)  ha appena avuto una seconda splendida creatura.

-Ammazza, che si e’ lanciato verso na’squadra de’ calcetto ?

-Ma no dai, sta solo anticipando quello che tocchera’ anche a noi, tra quanto ? Cinque, sei ? Io dico cinque anni, si, massimo sei.

E tu, che annuisci con il corpo, ondeggi, ma non dici niente. Perche’ un poco non lo sai, un poco fai finta di non saperlo, ed un po’ perche’, cinque o sei anni sono davvero pochi e ti guardano in faccia, dritto negli occhi.

E’ che lo vorrei, pazzescamente rispetto a quello che sono ora, “lo” o “la” vorrei. Troppe volte ho sorriso dinanzi ad un bimbo altrui e a dire il vero sorrido anche ora mentre digito queste stesse parole.

Avanti, via, che di sognar c’e’ sempre tempo.

E’ chiaramente lunedi’. Ma questo se sei arrivato alla fine, lo sai gia’ (e magari ti girano pure.)

thank god is friday #2

16 Maggio 2008

E’ una settimana netta che non scrivo.
Fantastico.
Tra WordCamp e varie ed eventuali di cose ce ne sarebbero anche state.
Ma sono lontano dall’editor, fisicamente diciamo.
Mai arrivato ad un livello tale di latitanza.
Mi stupisco e “strabiccio”* lo sguardo.
Comincio a preoccuparmi.

*(parola non correttamente usata nel vocabolario, ma appartenente al MIO di vocabolario, in altre parola: mi garbava)

Quando spengo la luce a volte

05 Maggio 2008

Stanotte prende improvvisamente a piovere, sono nel letto e tutto e’ buio intorno. Sento solo il mio respiro ed il ticchettio dei tasti del BB. Penso a tutto quello che ho e a tutto quello che sono.

Cosa semplice.

Mi sono informato per una piscina nei dintorni, in acqua pensare mi riuscira’ comunque meglio. Ho chiesto in consiglio nuovi libri, giudizi sulle nuove foto. Mi sento anche molto autobiografico, tra le altre cose.

conferme e ri-conferme in una notte sola

25 Aprile 2008

Basta svegliarsi, per rendersi conto che tutto è già svanito.

Ricominciamo da dove eravamo rimasti.

Ah si, lavatrice, pulizie, stirare, ordinare tutti i libri e le foto.

Preparare il pranzo, farsi una passeggiata pianificare il lavoro per il dopo-rientro.

Se può fà.

Il tempo delle favole è rimandato.

Ed ora respiriamo a pieni polmoni queste giornate di libertà.

Buon 25 aprile , signori miei.

60 secondi di successo

22 Aprile 2008

Valutavo il potere della pubblicità, la sua capacità di attrarmi di invogliarla a guardare da sempre, fin da piccolo. Solo con le robe che io definivo di qualità. Quello spot fatto in un certo modo, quello slogan, quel mood. Crearlo a tavolino da un pubblicitario d.o.c. Uno dalla’idea sempre pronta e svelta. Innovativi questi. Da sempre avrei voluto fare il pubblicitario, nella lista dei lavoretti dei sogni, del film mentale di qualità. Ma può dirti anche bene. Magari, la imbrocchi quella serie di dieci venti, frasette high profile, sistemate alla cazzo, ma nel posto giusto. Perchè è l’esatto cablare del messaggio nel momento del recepimento che prende più di tutto. Ed è qui che che si colloca tutto il sistema, che ti crea la confezione più adatta per le tue esigenze. Non sempre, certo. Di spot da suicidio ne sono stati fatti tanti, ma tanti . Quelli brevi, una parola, due, quelli si che mi piacciono. Mi lasciano basito. Semplici, ma tutto li. Ascolto i Radiohead che con Hunting Bears sembrano non voler mai iniziare veramente e mentre mi guardo magari qualche altro spot in sottofondo (si son rimasto a sdivanare quissù), mi accorgo che la troupe no ha più la saponeria per i piatti, sporchi di carbonara, consumata con gusto magno e velocità. L’hanno spazzolata, champagne. Tutto questo per dire, che ho preso anche un caffè (quinto di una piccola moka bi-tazza verginella), che nemmeno faceva tanto schifo. Che fumo fuori dalla finestra, ho un portatile su quattro libri per facilitare l’areazione delle stanche ventoline, non ho un tavolino in stanza, scrivo in piedi da venti minuti e stasera posso cominciare a pensare che forse davvero primavera è (può essere) con un cielo che lascia qualche spiraglio a stelle lontane e poi vicine improvvisamente. Respiro profondo ed in fondo in fondo sento quel profumo tipico di giornate belle, vicine. Non trovo il tagliaunghie, il burro cacao, la guida alla città di Minneapolis dell’87 ed una stanza piccola ti si incasina più velocemente di quanto tu possa credere, fin tanto che la usi come studio, stanza da letto, angolo soggiorno.

 

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