Archive for the ‘Io’ Category

Mamma ho perso l’aereo alias “The show must go on” ?

Giovedì, Ottobre 23rd, 2008

Ti giri e ti rigiri.
Non chiudi occhio e spesso borbotti. Poi non hai nemmeno la forza di borbottare e cedi al silenzio. Avverti una spiacevole sensazione di familiarità : ti dici che ci sei già passato e ti alzi all’improvviso per fumare una sigaretta nel cuore della notte. Apri la finestra di una casa che tua non è.
Continui ad essere ospite e vorresti dire alla persona che dorme nell’altra stanza , tienimi finche puoi…
La notte per fortuna non è gelida come immaginavi, ma nemmeno caldo come ricordavi.
Tieni aperto un piccolo uscio e stai li, come un granello di sabbia in un deserto sterminato.
Sei solo uno dei tanti, continui a ripetere. Senza senso.
Cerco la razionalità, ma non è il caso in certi orari: non ne hai la capacità.
Ti passi le mani sul viso, più volte e ripetutamente.
Momenti di vuoto, di stallo, di decompressione in cui sei il “nulla”.
La vita è fatta di colpi di scena ? Forse, ma non ora, non ora mi dico.
La vita è come un film ? Forse, ma non ora, non saprei che farmene.
La routine che portava a determinati obiettivi viene completamente stra-volta di nuovo e le capacità camaleontiche che finora mi hanno assistito vengono meno di fronte a reali impedimenti economici.
Si, la salute c’è.
A parte lo stomaco e le frattaglie che giocano a ballare il twist.
Cerchi di analizzare il percorso che ti ha portato a questo.
Aumenti la potenza della capacità critica, anche il potere dell’umiltà. Provi a trovare scappatoie,analizzi ma non ti riesci a spiegare, perchè proprio ora e perchè a me.
Tentare l’impossibile in pochi giorni.
Ecco, mi accorgo di non essere nemmeno troppo lucido di fronte al cursore lampeggiante.
A memoria di quanto accade , mio caro, tenta l’impossibile in poco tempo, altrimenti prendi baracca e burattini e torna all’ovile : è l’unica.
E proprio non vorrei camminare a passo di gambero.
Non ora, dopo che ho lottato tanto e fatto tutto sto’casino per essere dove sono.
Ma l’alternativa urge.
Ora,ora,ora.
Posso essere sorridente, suadente,affascinante,inebriante,stronzo e buonissimo.
Ditemi quello che volete ed io lo diventerò.
Si accettano anche proposte indecenti, così per sdrammatizzare.
Perchè l’importante è sdrammatizzare.
Certo.
(deglutisco)

*(familiare, se leggi questo post , tranquillo è solo un esercizio di stile, va tutto benissimo, no problem…ehm..cof,cof…)

Fuori dal turbinio della “cosa” e dentro quello dei ricordi

Giovedì, Ottobre 2nd, 2008
Sono attratto sempre più dalle immagini che random si trovano in giro e per “si trovano in giro” intendo nel maggico mondo dei Tumblr. Alla fine poi ho fatto andare in loop (pure troppo,eh) anche chi ,fino ad un mese fa era totalmente fuori dalla cosa.
A proposito di essere fuori dalla cosa ( e per cosa intendo tutto il turbinio 2.0,3.0,4.0,continua TU), mi accorgo che in questi ultimi giorni, sono io ad esser fuori dalle cose.
Alitalia quanto è costata ? E come mai non se ne parla più (menomale n.d.r)
Scarico musica e non la ascolto.
Mi perdo le ore nelle tasche e faccio telefonate ritmiche e ripetitive.
Sento tanto la mancanza di prendere un cappuccino caldo, con persone che davvero conosco che davvero sono mie amiche.
Si, quella chiacchera di confidenza VERA, sguardi di chi ti segue fin dalla nascita e purtroppo qui il buon vecchio e caro WEB una pezza non può mettercela.
Mi ricordo poi, tra le altre cose, quando nei giorni di pioggia, anni fa, me ne andavo appositamente in un autogrill non molto lontano da casa mia.
Si, un autogrill, capito bene.
Un coso di quelli , moderni, creati per rendere figo il tuo camogli o il tuo Segafredo bruciato.
Questa oasi per l’automobilista che viaggia tra Napoli e Roma, ha delle vetrate enormi, grandi, davvero open space.
Ed io, me ne stavo li, prendevo il mio cappuccio fumante fumante e molto prima di avere un blog, mi mettevo a scrivere, poi a leggere.
E fuori pioveva.
Figata, mi dico.
Andavo nelle ore , in cui poche erano le sedie occupate, in cui il grande tavolino che era abituato ad ospitare turisti/camionisti in viaggio era vuoto ed in cui preferibilmente scendeva acqua dal cielo.
Il vetro doveva essere contornato da goccioline di acqua, amavo così.
Perchè luogo di transito, perchè era raro che conoscessi qualcuno, raro che dovessi salutare necessariamente volti noti/pseudonoti.
Bizzarro, mi dico: nella mia testa per qualche mese un autogrill è stato messo al pari di un bistrot parigino.
Vedi tu.

Un nuovo giorno è appena cominciato; un giorno in più per amare, per sognare, per vivere. (cit.)

Lunedì, Settembre 29th, 2008

Ora dimmi che cosa c’è che non va a considerarsi sempre sognatori o sognanti nella propria intimità.
C’è che forse, non si cresce o forse i sogni aiutano a crescere.
Non lo so.
Mi ci vorrebbe un Marzullo express sul binario 4 della mia immaginazione.
Forse lui saprebbe cosa fare.
So che qualcuno continua a dirmi all’orecchio mai dire mai, che i “chissà” vengono pronunciati con quel sorriso tipico di chi, vuole che i sogni continuino ad esser tali.
Cablare cose e farle incastrare dove solo in quel momento potrebbero essere non ha prezzo.
Poi le ore passano e non ti accorgi del naturale movimento della Terra.
Son passate d’incanto ti dici, mentre cammini con la tipica aria frizzantina del nord-est al mattino. Il sole forte e presente ti bacia prima e ti accieca dopo.
Al solito, zibaldone di pensieri e di emozioni da filtrare e analizzare per benino.
Di una cosa sei sicuro: è stato bello, anzi issimo.
Quanto mi piace sentirmi adolescente.

Quello che sono e quello che mi ricordo di essere (just a personal note)

Giovedì, Settembre 25th, 2008

Sincero con chi lo merita,curioso,geloso al punto giusto. Amante dei colori, amante del cielo poi amante delle nuvole.
Se vuoi instancabile, ma quando improvvisamente gira il verso del fato, pigro e pronto al primo crollo.
Poetico con me stesso e con le *cose* intorno.
Catastrofico, da poco maggiormente selettivo, allargo le braccia al mondo, ma prima alla vita.
Non ordinario con la moda, ma nemmeno tanto.
Imbranato per alcune cose, esperto per altre.
Coraggioso e senza paura.
A capo chino e con lo sguardo però mai basso.
Rifletto troppo. Penso di più.
Respiro poco per la maggior parte del tempo.
Apro i polmoni e la bocca per piccoli importantissimi istanti.
Ordinatissimo nel mio disordine che aleggia intorno a Me.
Un emigrante con la valigia di cartone.
Un fottuto sognatore, un ostinato romantico.
Uno che spera sempre e prega *quasi* mai.
Metodico prima distratto dopo.
Voglio input, ma detesto l’overload : vado in panico.

Vai in alto, ma ricordati subito di andare in basso

Giovedì, Settembre 11th, 2008

48 ore di avvenimenti folli.
Ogni tanto nella vita di una perdona queste cose capitano, si.
Personalmente era tanto, ma tanto che tutto ciò non succedeva.
Mesi direi. Mi ero ormai adagiato nella mia routine veneta, creandomi spazi tutti miei, spesso in solitaria, condividendo il tempo con persone che avevo ritenuto speciali, persone acquisite da poco. Una selezione basata sull’istintivo scopo di stare tranquilli. Non voglio casini lontano da casa, continuo a ripetermi. Forse sono proprio andato via, per fuggire dai casini.
E tutto sembra scorrere. Lo ammetto, a volte il tutto è troppo routinario, ma provo a starci dentro.
Cerco di crescere in qualità, ci provo.
La ricerco in tutti i modi sta’benedetta qualità.
Qualità del tempo speso, qualità delle cose fatte e qualità delle persone vicine a me.
Erano mesi, che non ricevo scossoni di una certa entità.
Una notizia bellissima, poi un’altra.
A distanza di qualche banale ora, uno notizia di merda. Ma merda, merda.
Metabolizzi, ma non con la coscienza di volerlo davvero fare, ma solo perchè sei stremato e non hai nemmeno la forza di poterlo fare.
Paradossale.
Another day, muovi due passi e trovi l’inaspettato. Ti fai una risata.
Ma non smetti di pensare a tante cose. E’ più forte di me.
Dovrei farmi curare , lo confesso.
Dovrei smetterla di pensare, lo confesso.

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