Come un’altalena più di una bilancia
martedì, ottobre 28th, 2008Passo da un angosciante disperazione a flebili segnali di speranza
Passo da un angosciante disperazione a flebili segnali di speranza
Ti giri e ti rigiri.
Non chiudi occhio e spesso borbotti. Poi non hai nemmeno la forza di borbottare e cedi al silenzio. Avverti una spiacevole sensazione di familiarità : ti dici che ci sei già passato e ti alzi all’improvviso per fumare una sigaretta nel cuore della notte. Apri la finestra di una casa che tua non è.
Continui ad essere ospite e vorresti dire alla persona che dorme nell’altra stanza , tienimi finche puoi…
La notte per fortuna non è gelida come immaginavi, ma nemmeno caldo come ricordavi.
Tieni aperto un piccolo uscio e stai li, come un granello di sabbia in un deserto sterminato.
Sei solo uno dei tanti, continui a ripetere. Senza senso.
Cerco la razionalità, ma non è il caso in certi orari: non ne hai la capacità.
Ti passi le mani sul viso, più volte e ripetutamente.
Momenti di vuoto, di stallo, di decompressione in cui sei il “nulla”.
La vita è fatta di colpi di scena ? Forse, ma non ora, non ora mi dico.
La vita è come un film ? Forse, ma non ora, non saprei che farmene.
La routine che portava a determinati obiettivi viene completamente stra-volta di nuovo e le capacità camaleontiche che finora mi hanno assistito vengono meno di fronte a reali impedimenti economici.
Si, la salute c’è.
A parte lo stomaco e le frattaglie che giocano a ballare il twist.
Cerchi di analizzare il percorso che ti ha portato a questo.
Aumenti la potenza della capacità critica, anche il potere dell’umiltà. Provi a trovare scappatoie,analizzi ma non ti riesci a spiegare, perchè proprio ora e perchè a me.
Tentare l’impossibile in pochi giorni.
Ecco, mi accorgo di non essere nemmeno troppo lucido di fronte al cursore lampeggiante.
A memoria di quanto accade , mio caro, tenta l’impossibile in poco tempo, altrimenti prendi baracca e burattini e torna all’ovile : è l’unica.
E proprio non vorrei camminare a passo di gambero.
Non ora, dopo che ho lottato tanto e fatto tutto sto’casino per essere dove sono.
Ma l’alternativa urge.
Ora,ora,ora.
Posso essere sorridente, suadente,affascinante,inebriante,stronzo e buonissimo.
Ditemi quello che volete ed io lo diventerò.
Si accettano anche proposte indecenti, così per sdrammatizzare.
Perchè l’importante è sdrammatizzare.
Certo.
(deglutisco)
*(familiare, se leggi questo post , tranquillo è solo un esercizio di stile, va tutto benissimo, no problem…ehm..cof,cof…)
Ora dimmi che cosa c’è che non va a considerarsi sempre sognatori o sognanti nella propria intimità.
C’è che forse, non si cresce o forse i sogni aiutano a crescere.
Non lo so.
Mi ci vorrebbe un Marzullo express sul binario 4 della mia immaginazione.
Forse lui saprebbe cosa fare.
So che qualcuno continua a dirmi all’orecchio mai dire mai, che i “chissà” vengono pronunciati con quel sorriso tipico di chi, vuole che i sogni continuino ad esser tali.
Cablare cose e farle incastrare dove solo in quel momento potrebbero essere non ha prezzo.
Poi le ore passano e non ti accorgi del naturale movimento della Terra.
Son passate d’incanto ti dici, mentre cammini con la tipica aria frizzantina del nord-est al mattino. Il sole forte e presente ti bacia prima e ti accieca dopo.
Al solito, zibaldone di pensieri e di emozioni da filtrare e analizzare per benino.
Di una cosa sei sicuro: è stato bello, anzi issimo.
Quanto mi piace sentirmi adolescente.
Sincero con chi lo merita,curioso,geloso al punto giusto. Amante dei colori, amante del cielo poi amante delle nuvole.
Se vuoi instancabile, ma quando improvvisamente gira il verso del fato, pigro e pronto al primo crollo.
Poetico con me stesso e con le *cose* intorno.
Catastrofico, da poco maggiormente selettivo, allargo le braccia al mondo, ma prima alla vita.
Non ordinario con la moda, ma nemmeno tanto.
Imbranato per alcune cose, esperto per altre.
Coraggioso e senza paura.
A capo chino e con lo sguardo però mai basso.
Rifletto troppo. Penso di più.
Respiro poco per la maggior parte del tempo.
Apro i polmoni e la bocca per piccoli importantissimi istanti.
Ordinatissimo nel mio disordine che aleggia intorno a Me.
Un emigrante con la valigia di cartone.
Un fottuto sognatore, un ostinato romantico.
Uno che spera sempre e prega *quasi* mai.
Metodico prima distratto dopo.
Voglio input, ma detesto l’overload : vado in panico.