Fuori dal turbinio della “cosa” e dentro quello dei ricordi
Giovedì, Ottobre 2nd, 2008A proposito di essere fuori dalla cosa ( e per cosa intendo tutto il turbinio 2.0,3.0,4.0,continua TU), mi accorgo che in questi ultimi giorni, sono io ad esser fuori dalle cose.
Alitalia quanto è costata ? E come mai non se ne parla più (menomale n.d.r)
Scarico musica e non la ascolto.
Mi perdo le ore nelle tasche e faccio telefonate ritmiche e ripetitive.
Sento tanto la mancanza di prendere un cappuccino caldo, con persone che davvero conosco che davvero sono mie amiche.
Si, quella chiacchera di confidenza VERA, sguardi di chi ti segue fin dalla nascita e purtroppo qui il buon vecchio e caro WEB una pezza non può mettercela.
Mi ricordo poi, tra le altre cose, quando nei giorni di pioggia, anni fa, me ne andavo appositamente in un autogrill non molto lontano da casa mia.
Si, un autogrill, capito bene.
Un coso di quelli , moderni, creati per rendere figo il tuo camogli o il tuo Segafredo bruciato.
Questa oasi per l’automobilista che viaggia tra Napoli e Roma, ha delle vetrate enormi, grandi, davvero open space.
Ed io, me ne stavo li, prendevo il mio cappuccio fumante fumante e molto prima di avere un blog, mi mettevo a scrivere, poi a leggere.
E fuori pioveva.
Figata, mi dico.
Andavo nelle ore , in cui poche erano le sedie occupate, in cui il grande tavolino che era abituato ad ospitare turisti/camionisti in viaggio era vuoto ed in cui preferibilmente scendeva acqua dal cielo.
Il vetro doveva essere contornato da goccioline di acqua, amavo così.
Perchè luogo di transito, perchè era raro che conoscessi qualcuno, raro che dovessi salutare necessariamente volti noti/pseudonoti.
Bizzarro, mi dico: nella mia testa per qualche mese un autogrill è stato messo al pari di un bistrot parigino.
Vedi tu.