Mi sono rotto il cazzo [belli diretti eh]
Martedì, Luglio 29th, 2008E non si tratta di vacanze, del caldo, della fatica, nei dei sogni, ne delle speranze, ne dell’amore, ne del sesso, dei viaggi.
Non parlo di fantasie, di miraggi, di orizzonti.
Non è nulla di tutto ciò.
Non parlo di cose flebili, leggere ed adolescienziali.
No.
Sticazzi dell’IPhone o del vestitino di marca.
Delle tendenze del momento e di quello che avrei sempre voluto fare.
Qui si tratta di qualcosa di molto più elevato.
Si tratta del campare. Del doverlo fare nella maniera più equilibrata possibile.
Del dover sopportare le persone spocchiose.
Del dover stare a regole e schemi troppo chiusi , rigidi.
Chinare il capo per fare pompini solo a chi “per chissà quale motivo” è più in alto di te.
Del dovere fare finta che ti piaccia anche.
E’ insopportabile.
Leggo spesso di cose leggere e sono io il primo a scriverle, lo ammetto.
Poi però ti sfoghi. Usi questo famoso “esercizio di stile” e le butti giù.
Così tante cose son chiare a molti.
Ed alla fine son chiare anche a me, a memoria di quello che sono.
Non sono un “Padre Pio”, ma sono una persona estremamente BUONA, pacata, dolce e me ne vanto.
Ho pazienza, sono anni che porto pazienza.
Siamo arrivati a parlare di anni , nella mia vita.
Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, nessuno.
Ma magari è preferibile vivere le situazioni in un clima costruttivo, non far si che tutto vada al rovescio.
Per costruire uno lotta, si danna la vita.
Sacrifica e si mette e ri-mette in gioco.
Per costruire, per crescere uno da anche il culo.
Ma non per vedere lo scempio del tempo sprecato dinanzi a se.
A quel punto, signori miei, comincio a sputare in faccia alle persone ed a fregarmene degli altri.
Ad essere egoista. Io odio essere egoista. Mi sento poco bene nell’egoismo.
Ma lo fai,vuoi per un’ora, vuoi per una settimana.
Sputo e cambio espressione.
Basta con il sorriso.
Sorrisi, son preziosi e si distribuiscono a chi merita.
A chi merita.
La parola d’ordine è selezione, nella vita.
Una selezione continua, costante, senza soste alcune.
Nessun dramma per carità.
Ti rompi il cazzo e lo dici. Anche sul blog.
Non sarebbe la prima volta. Ci mancherebbe.
E “nun me ne può fregar de meno” se turbo la sensibilità di qualcuno (magari a me vicino) che mi legge.
I filtri, delle volte, non servono.
Ora a me, non serve metter filtri.
Perchè spesso qui non si parla di “Beautiful Life”, anzi.