Ci danno del “bamboccione” (si, ci perchè ci sto in mezzo anche io),siamo in tanti,siamo sempre di più.
Ne sono sempre più sentitamente convinto:che spunti fuori un lavoro decente,altrimenti si torna a 30 euro a sera a lavorare in un sushi bar,tra starlette locali e visi noti.Con la schiena a pezzi e le gambe che fanno “ciao-ciao”.Ma credo sia il minimo.Ed è una delle prime volte se non “LA” prima che mi sento sufficientemente d’accordo con un’esponente governativo come lo Schioppa nazionale. In quelle parole, non c’è solo il furtivo sbeffeggiamento di una classe sociale(la nostra,il precario,il neo-laureato pigro-borioso-ambizioso,il giovane) ma anche un messaggio che mi arriva centrale nell’addome.Sperando che ci sia sempre più “LA” normalità economica e sociale adeguata nel sentirsi appartanenti al ruolo di precari.Ecco forse è ora di alzare il culo dal tetto familiare.Che il disagio c’è e si sente e la voglia di una naturale(e si spera morbida)evulozione bussa sulle spalle, con un misero “pat-pat” quotidiano.Brodo condisce il tutto con un finale d’eccellenza:
“Secondo mio cuggino, farsi lavare le mutande dalla mamma fino a 30 anni ha il suo perché.”
Technorati Tags: ministro padoa schioppa, bamboccione, giovani, precario, home