Archivio per la categoria ‘momenti storici’

We believe in : change

05 Novembre 2008

So’ contento.
Si.

Mamma ho perso l’aereo alias “The show must go on” ?

23 Ottobre 2008

Ti giri e ti rigiri.
Non chiudi occhio e spesso borbotti. Poi non hai nemmeno la forza di borbottare e cedi al silenzio. Avverti una spiacevole sensazione di familiarità : ti dici che ci sei già passato e ti alzi all’improvviso per fumare una sigaretta nel cuore della notte. Apri la finestra di una casa che tua non è.
Continui ad essere ospite e vorresti dire alla persona che dorme nell’altra stanza , tienimi finche puoi…
La notte per fortuna non è gelida come immaginavi, ma nemmeno caldo come ricordavi.
Tieni aperto un piccolo uscio e stai li, come un granello di sabbia in un deserto sterminato.
Sei solo uno dei tanti, continui a ripetere. Senza senso.
Cerco la razionalità, ma non è il caso in certi orari: non ne hai la capacità.
Ti passi le mani sul viso, più volte e ripetutamente.
Momenti di vuoto, di stallo, di decompressione in cui sei il “nulla”.
La vita è fatta di colpi di scena ? Forse, ma non ora, non ora mi dico.
La vita è come un film ? Forse, ma non ora, non saprei che farmene.
La routine che portava a determinati obiettivi viene completamente stra-volta di nuovo e le capacità camaleontiche che finora mi hanno assistito vengono meno di fronte a reali impedimenti economici.
Si, la salute c’è.
A parte lo stomaco e le frattaglie che giocano a ballare il twist.
Cerchi di analizzare il percorso che ti ha portato a questo.
Aumenti la potenza della capacità critica, anche il potere dell’umiltà. Provi a trovare scappatoie,analizzi ma non ti riesci a spiegare, perchè proprio ora e perchè a me.
Tentare l’impossibile in pochi giorni.
Ecco, mi accorgo di non essere nemmeno troppo lucido di fronte al cursore lampeggiante.
A memoria di quanto accade , mio caro, tenta l’impossibile in poco tempo, altrimenti prendi baracca e burattini e torna all’ovile : è l’unica.
E proprio non vorrei camminare a passo di gambero.
Non ora, dopo che ho lottato tanto e fatto tutto sto’casino per essere dove sono.
Ma l’alternativa urge.
Ora,ora,ora.
Posso essere sorridente, suadente,affascinante,inebriante,stronzo e buonissimo.
Ditemi quello che volete ed io lo diventerò.
Si accettano anche proposte indecenti, così per sdrammatizzare.
Perchè l’importante è sdrammatizzare.
Certo.
(deglutisco)

*(familiare, se leggi questo post , tranquillo è solo un esercizio di stile, va tutto benissimo, no problem…ehm..cof,cof…)

Io ce l’ho piccolo : l’avatar

22 Ottobre 2008

Assieme a tanti altri avatar sul Corriere, mi riconosco e punto allo scoop nazional-popolare , mentre sto per entrare in ufficio dal capo.
Tu chiamale se vuoi : illusioni.

Fuori dal turbinio della “cosa” e dentro quello dei ricordi

02 Ottobre 2008
Sono attratto sempre più dalle immagini che random si trovano in giro e per “si trovano in giro” intendo nel maggico mondo dei Tumblr. Alla fine poi ho fatto andare in loop (pure troppo,eh) anche chi ,fino ad un mese fa era totalmente fuori dalla cosa.
A proposito di essere fuori dalla cosa ( e per cosa intendo tutto il turbinio 2.0,3.0,4.0,continua TU), mi accorgo che in questi ultimi giorni, sono io ad esser fuori dalle cose.
Alitalia quanto è costata ? E come mai non se ne parla più (menomale n.d.r)
Scarico musica e non la ascolto.
Mi perdo le ore nelle tasche e faccio telefonate ritmiche e ripetitive.
Sento tanto la mancanza di prendere un cappuccino caldo, con persone che davvero conosco che davvero sono mie amiche.
Si, quella chiacchera di confidenza VERA, sguardi di chi ti segue fin dalla nascita e purtroppo qui il buon vecchio e caro WEB una pezza non può mettercela.
Mi ricordo poi, tra le altre cose, quando nei giorni di pioggia, anni fa, me ne andavo appositamente in un autogrill non molto lontano da casa mia.
Si, un autogrill, capito bene.
Un coso di quelli , moderni, creati per rendere figo il tuo camogli o il tuo Segafredo bruciato.
Questa oasi per l’automobilista che viaggia tra Napoli e Roma, ha delle vetrate enormi, grandi, davvero open space.
Ed io, me ne stavo li, prendevo il mio cappuccio fumante fumante e molto prima di avere un blog, mi mettevo a scrivere, poi a leggere.
E fuori pioveva.
Figata, mi dico.
Andavo nelle ore , in cui poche erano le sedie occupate, in cui il grande tavolino che era abituato ad ospitare turisti/camionisti in viaggio era vuoto ed in cui preferibilmente scendeva acqua dal cielo.
Il vetro doveva essere contornato da goccioline di acqua, amavo così.
Perchè luogo di transito, perchè era raro che conoscessi qualcuno, raro che dovessi salutare necessariamente volti noti/pseudonoti.
Bizzarro, mi dico: nella mia testa per qualche mese un autogrill è stato messo al pari di un bistrot parigino.
Vedi tu.

Non solo gli occhi

27 Settembre 2008


Se ne va un altro grande.
E che grande.

Ciao Paul.

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