Archivio per la categoria ‘Ricordi’

ehi tu!

30 Luglio 2008

Ma che fine hai fatto ?

L’arte dell’appiccico (ar muro)

16 Luglio 2008

Pensavo ai poster che ognuno ha in stanza.
O a quelli che aveva nella propria stanza.
Io almeno, perchè mi ricordo prettamente i miei, sono passato dalla fase, foto enorme in bianco-nero, Jhon Lennon e qualche altro grande classico, ai più rodati, calendari dell’87/88 della rivista Max, ma anche 92/93.
Ho in mente solo il capezzolo della Marcuzzi, quando era una pischella, sbattuta sulla prima della rivista più acquistata in edicola dal giovane adolescente(italiano).
Alla fine, ero meticoloso, con le signorine modelle. Una accanto all’altra, attaccate con dovizia di particolari. In modo tale che studiando nella fase delle medie/inizio-superiori loro fossero sempre lissù a guardarmi.
Ed io a guardar loro.
(e comunque dico no alle facili e semplici conclusioni/allusioni)
(l’onanismo a quell’età, non è il male)
Dalle tette/culi alle cartoline più disparate, alle foto (niente digitale all’epoca, ma solo pellicola “original 35mm”) effettuate tra campeggi, escursioni notturne, passeggiate, mare ed eventuali.
Una volta misi anche un enorme pareo sul muro (tanto per dare un tocco di oriente/africa alla stanza).
In linea di massima, non ho mai avuto però, ne la facoltà ne la voglia di stra-personalizzarla.
Ho atteso tanto, in nome di un arredamento che alla fine sarebbe stato un inno al minimal/clean/easy.
E cosi è stato.
C’è rimasto in quella stanza, solo un quadro del Guggy.
Ma anche un pizzico di me (un bel pizziccotto) e quel meraviglioso,enorme,stra-bordante,letto a due piazze.
Ma, amen.

Ad memoriam*

24 Maggio 2008

Non critico.
Non giudico.
Non ho rancori.
Non punto il dito.
Continuo a voler bene, perche’ mi hanno insegnato cosi’.
Vado solo avanti.
E non sorrido.
E mo’ basta.

*(Sis Felix).

Tu chiamale se vuoi, emozioni

25 Aprile 2008

Ci sono occasioni in cui ti si ferma il cuore. Occasioni in cui improvvisamente tutto si annulla. Momenti in cui hai, purtroppo, le tue conferme. Salti improvvisi nel passato. Tonfi brutali nel tuo presente. E’ difficile, spiegare, scrivere, dire.

Ma è così. Le tue certezze messe improvvisamente in dubbio. Il tuo mondo fin’ora al sicuro nelle tue convinzioni, si mostra indifeso, fragile, felice, triste,speranzoso, dubbioso, amareggiato nel sentire quella voce.

Che di tanto fatto nella tua vita, tutto quello per cui ti sei sacrificato, gli errori, i passi falsi, i successi, tutto in pochi istanti viene messo in dubbio. Vorresti cambiare il corso delle cose, vorresti essere altrove, ma ti rifugi nella ragione. Quella ragione che è fredda, calcolatrice, imbarazzante nella sua presenza. Comprendi che tutto è rimasto com’era e che anzi nulla è mai cambiato.

E ti accorgi solo in quel preciso istante che il tempo prima e lo spazio dopo, non ti hanno mai separato e che puoi dire di aver amato, di aver imparato ad amare, di averlo almeno provato, realmente, veramente, intensamente.

Non so se ringraziarti, non so se maledirti a volte. So solo che quegli occhi li ho incontrati e da loro non mi sono mai separato.

Ma questa rimane una favola, una storia, incisa in queste parole ed altre mille nella testa e che forse, dico forse, col rimpianto enorme di non esser mai andato più in la, è meglio che rimanga tale.

Dio solo sa, quanto possa esser stato difficile rinunciare ad un sogno. Ma grande e magico che esso possa essere, sempre un sogno rimane.

Il problema a questo punto rimane uno solo: ho sempre avuto voglia di credere nei sogni, almeno nei miei.

Il giorno che non c’è (aka 29 Febbraio)

29 Febbraio 2008

Mi ricordo solo che lo scorso 29 Febbraio, ero in una macchina stretta stretta,piccola piccola e che fuori (per la prima volta in quell’inverno) nevicava, a grandi fiocchi.Cielo nero e fiocchi grandi e bianchi.

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