Non smetterei mai
06 Aprile 2008Andare in giro in “motorino” per Roma è sempre (per me) incredibilmente giocoso (e bello).
Starei le ore.
Sono stato le ore, in effetti.
Vrooom.
Andare in giro in “motorino” per Roma è sempre (per me) incredibilmente giocoso (e bello).
Starei le ore.
Sono stato le ore, in effetti.
Vrooom.
Mi piacciono allo stesso modo sia la canzone del nuovo spot Vodafone (bicchieri e fili ovunque,Gattuso Punk), sia quella del nuovo spot Tim (omini reclinati a piacere e chiavetta estraibile in maniera fire-blade).
Cominciamo con ordine: è Primavera. Ce l’abbiamo fatta. Da tempo ti aspettavo mia cara. Scrollati dalle spalle (e non ho scritto “palle”) quella rottura denominata Inverno, eccola qui, la signora delle margheritine e dei prati verdi.
A cavallo con questa gradevole ricorrenza si è ultimato il distacco definitivo ed ufficiale con la vecchia attività. Stop, non sarò più in quel negozio, non potrò più aiutarti con i miei servigi (cliente X) e con la mia pazienza (che era finita oramai). Qualche lacrimuccia, saluti, pensieri e si chiude un’epoca, una fetta di vita.
Ma proprio nell’ultimo giorno che doveva essere di sola discesa, che arriva quatto quatto il colpo di scena: offerta di lavoro e nuovo colloquio ad un attimo dalla partenza. Continuando a chiedermi se queste botte adrenaliniche servono a qualcosa, affronterò alle 16 l’incontro. Vedremo, mi dico.
E poi un classico d’altri tempi: quando non ne hai la possibilità per svariati motivi, ecco spuntare una serie infinita di possibilità e proposte per questa tre giorni pasquale.
Al mare ? Sulla neve a sciare ? Poi a Roma ?
Non hai che da scegliere.
Peccato che, non possa scegliere.
UMPF.
Mi stendo un poco al sole,eh.
Ho dormito intensamente ma non tante ore.
Ho fatto un sogno bruttissimo e dettagliato. Era tempo che non ne facevo.
Non mi arrivano sms importanti, perdo inviti e discuto con persone care.In parole più semplici, non ce la faccio a stare dietro a tutto.
Una volta che ti iscrivi presso un servizio di ricerca stanze la tua mail verrà sommersa dalle più svariate mail di notifica:si consiglia di settare meglio le preferenze pena la perdita di controllo della tua casella Gmail.
Ieri uno che mi fà ridere ed a cui voglio bene, mi ha dato del “simpatico cialtrone”: fidatevi serve a passare meglio il pomeriggio.
Per oggi le persone con cui dovrò stare a contatto sono, in ordine sparso, consulente del lavoro, avvocato, responsabile ufficio del personale: meraviglioso.
Genericamente scrivo in due “tipici” frangenti temporali. Il primo sul serale prima della nanna santa o il secondo tra un pranzo fugace e rapido e l’avvio della giornata post-meridian. Le idee che hai sul serale non sono mai le stesse di quelle pomeridiane.
Differiscono.
Possono anche avere la stessa linea guida, ma dettagli e caratteristiche assumono aspetti nuovi.
Un conto è lo Stefigno sul serale, che si guarda stà luna e stò cielo. Un conto è lo Stefigno che appena rientrato o pronto per uscire butta già qualche riga.
La mattina di rado ci riesco a casa, al negozio un pochino di più.
E da tempo cerco di barcamenarmi in tutto questo.
Scrivere in silenzio,scrivere con la musica,scrivere.
Il contesto fà la differenza,anche se le idee sono quelle.Scrivere su di un prato all’inglese,con l’albero alle spalle ed i piedi nudi, scrivere sul metrò con gente appiccicata al tuo taccuino,scrivere nella propria stanza,scrivere al semaforo,al parco.
Tutto cambia, se volete.
Ed io mi diverto sempre di più a testare questa caleidoscopica reazione ai miei pensieri ed al luogo in cui si collocano.
Ricordo di aver digitato col sorriso stampato in volto,mentre tutt’intorno era paradiso di colori.Ricordo di averlo fatto con serietà ed impegno profuso mentre fuori il grigio ed il brutto imperversavano.
Ma credetemi tutto quello appena detto, decade, dinanzi all’unica equazione che ho voglia di citare e di riconoscere: se il sole te lo porti dentro, sarà sempre sole,sarà sempre caldo.
E noi, il sole ce lo portiamo dentro.