Archive for the ‘velatamente io’ Category

“Ora” ho sonno domani poi si vedrà

Venerdì, Luglio 4th, 2008

Seguire la nascita di un nuovo progetto risulta difficile, specie in questa stagione, specie con questo clima. Aggiungete poi la ricerca di una nuova abitazione sempre in questa stagione ed ecco qui che il cocktail per l’esaurimento è servito.

Ambizioso concentrarsi su diversi punti focali e fare (bene, anzi al meglio) più cose contemporaneamente. Studiare, imparare, fare esperienza (in un determinato settore: vedi la vendita e l’assistenza alle grandi aziende).

Bologna, Padova poi Treviso. Muoversi attraverso le direttrici di questo triangolo. Macinare chilometri e cambiare camicie il più frequentemente possibile. Non contando che mi si accumulano quelle da stirare. Poi ti fermi all’improvviso e ti guardi attorno. Condividere e sempre attingere dal tuo gruppo di lavoro, dai tuoi stessi colleghi. Tutti con la stessa mansione, ma direzionati in diverse sedi, a fare gruppo poi riunioni (di un’intera giornata) ed infine cena. Io li guardo, sti’ragazzi che hanno cominciato prima di me. Attentamente cerco di capire e poi carpire, sguardi, intenzioni e decisioni. Io che l’altro giorno ho telefonato ad una vecchia collega (nella precedente vita) per vedere l’effetto che fa.

Ma le scadenze si accumulano, la lista della spesa anche. E mi chiedo perchè tutto questo a Luglio, perchè proprio ora. Poi mi rispondo che “ora” è toccato mettersi in gioco e che “ora” debbo tuffarmi più che mai. Poi ci sarà Agosto, poi forse un break, senza fronzoli e senza pretese. Afflitto dalle prime pagine di una nazione che è sempre più in difficoltà e che continua a far finta di nulla. Io, che a queste cose son sensibile, faccio finta di non pensarci e rimango guardingo nei confronti di quello che verrà. Vorrei avere maggiore tranquillità, ma non “ora”. Non adesso. Verranno tempi , più sereni, più tranquilli, lo sento. Solo che , maledetto il mio esser estivo, con difficoltà spesso razionalizzo. Tormentato dal calo di forze, dal sonno che mi attanaglia e dallo stomaco che tanto bene non sta. Ma passa, tutto passa, come tutto è sempre passato. Le cose belle e quelle brutte sono sempre passate, ed avrei voluto la forza nelle mani per trattenerle, per tenere quello che doveva esser trattenuto e lasciar scorrere quello che non aveva diritto di restare. Ma poi, quella stessa forza , che alla luce di un piccolo lume, mi fa scrivere e chiaccherare , mi riporta alla verità : ho sonno e domani devo alzarmi prestissimo.

Voglio raccontare, scrivere e magari parlare, di tante cose. Ma questo, se sarà, sarà fatto in un altro post.

Pretty Patterns

Lunedì, Giugno 9th, 2008

La mia casa è in mezzo al verde ed in mezzo al mare.
La mia casa è attorno alle cose, è attorno a te.
Le luci dei semafori mi fanno da abat jour e colorano le pagine del mio libro di giallo verde rosso in sequenza. Ogni notte sogno di avere un giardino di arbre magique di tutti i colori e di addobbarli quando voglio e come voglio, anche a Natale.
Cammino nel bosco e sui prati che sanno di sandalo, vaniglia, fragola e panna.
Attorno alla mia casa il traffico è delle macchine dalle quali escono polvere di stelle e biscotti al cioccolato.
Viva le mani quando sono nell’acqua profonda e blu, quando accarezzano seta e riso.
Viva i piedi che portano via.
Viva sorridere all’improvviso, perchè ho sempre fatto così e solo così so fare.

Mi parlo

Domenica, Maggio 25th, 2008

Faccio brutti sogni, ho il timore di quello che si possa pensare di me. Mi fa male lo stomaco e lo ammetto.
Buttare le parole in tale maniera non giova.
Esprimersi senza la totale libertà di poter dire quello che il mio cuore/anima pensano non è bello.
La verità è altrove ed un’altra.
Ma questo non è il posto adatto per tutto ciò.
Dentro di me c’è altro, totalmente diverso da quello che scrivo.
Prego per (te).

zavorra, tu non sei altro che una zavorra

Sabato, Maggio 24th, 2008

Essere considerati peso e zavorra al tempo stesso. Essere falciati, in base ad un ragionamento, l’ennesimo di una serie senza senso. Ti hanno riconosciuto meriti incredibili, unici a tratti.
Poi, tutto si spegne, tutto non ha senso.
Tu pesi, tu non vali la pena di essere portato comunque lungo il percorso di vita.
Alla fine di un ragionamento scegli di buttare via, chi meno lo meritava.
Così è.
Non stupirti, ti dico.
Non è uno scherzo. E’ così.
Non ve lo auguro mai.
Davvero.
E per te che leggi, bè…a te trarre le dovute conclusioni.
I finali da film non esistono, esiste la vera,dura e cruda realtà.
Sappilo o tu che leggi, sappilo.
Perchè qualcuno legge, troppi leggono.
Troppi.
E continuerò a filosofeggiare, scrivere come non mai ho sempre ho fatto. Ad esprimere a voce decisa ma pacata i miei pensieri, i miei sentimenti, i miei flussi vitali, con il coraggio il rispetto e l’umiltà che mi hanno sempre accompagnato fino a dove oggi mi trovo.
Fiero di me, non più fiero di te.

Fatalità, in questo lungo scrivere a braccio, magari senza ragionare, magari con quella istintività che non premia la logica ed il buon senso (buon senso che per una volta mi permetto di non seguire), trovo in una mattina di feed scialba e vuota (perchè io sono vuoto e scialbo) un post di una cara amica che, probabilmente non è stato scritto per la medsima situazione, ma le cui parole quoto “quasi” in toto.

Quando
ti ritrovi a raccogliere da terra una delle persone che hai più amato e
contrastato allo stesso tempo dacché sei nata e, dopo nemmeno due ore,
questa ti lascia definitivamente, allora capisci.

Ci illudiamo, credendo di avere tempo. Procrastiniamo, dando per scontati cose e gesti. Ritenendoci immortali.

………….

Me lo dico e me lo stradico. Non ho il diritto e non sono nella
posizione di perdere la testa dietro alle cazzate. Agli umori estremi e
sfibranti di chi vive solo sulla base di essi. Non sono nella posizione
di farlo oggi, così come non lo ero ieri. Ma la mia innata fiducia nel
genere umano mi porta sempre a cadere nella trappola del credere che forse potrebbe valerne la pena.

La pena? Che pena? A che scopo?

Devo smetterla di combattere contro i mulini a vento.


Tutto il resto è noia (cit.)
Semplicemente vuoto, asettico, io.

*(scritto a braccio, di fretta, di colpo, in velocità, come quella dei mie battiti ora. Non è una giustificazione, ma una spiegazione.)

Lunedì, Maggio 19th, 2008

…*

*(questo è)

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