Fiori rosa fiori di pesco #2
Martedì, Marzo 18th, 2008C’ho l’ormone spettinato.
C’ho l’ormone spettinato.
Girare attorno ad un tavolo, forse più tavoli. In piedi. Pietanze, stuzzicherie, prelibatezze, piccole golosità.
Il sole entra dalle finestre e sbatte sui bicchierini di vetro colorato, che spaziano dal blu al verde.
Si parla molto.
Divani, chaise-lounge in pelle bianca. Legno. Vini bianchi. Un tappeto.
Faccio qualche scatto, furtivo.
Adoro i brunch, per quanto essi siano inflazionati(magari datati) e sulla-bocca-di-tutti è una formula che mi piace, mi mette a mio agio.
Io dopo un pochino, mi ritiro tra me e me. Non penso. Penso meno.
Non mangio tanto, non mi abbuffo, che poi mi appesantisco. Attento intercetto sguardi e sorrisi. Flussi discorsivi.
E’ bello anche avere chi ne organizza ancora e come desiderio organizzarme al più presto uno da me. Poi mi chiedo, quale me? Quello al centro, quello al nord ?
Dove lo spazio abbonda, mi rispondo, sicuro.
E facciamocela questa chiacchera in solitaria come un tempo che fu.
Credo che ormai sia palese.Io soffro di sbalzi di umore. O meglio di evidenti carenze di felicità che sia un minimo costante.Ma questo già lo dissi(non ricordo il link) e comunque sono problemi che hanno tutti. Nessuno escluso.Quindi basta lamentarsi che alla fine poco serve: se non al mio ego.
Basta un piccolo non sò che (impicciettio economico ad esempio, nel caso odierno) che tutta la grinta, la determinazione accumulati e tenuti a bada per momenti di emergenza come questi vengano a mancare: Latitano,ecco.
E allora non và bene, non và bene perchè così non si fà, perchè così mi sento pirla. E lo scritto anche come frase di stato su gtalk l’altro giorno (stefignoATgmailDOTcom per chi volesse aggiungermi), ho scritto proprio sentirsi pirla e non saperlo.E avevo ragione.
E non è nemmeno metereopatia, sai? No. Stavolta non è nemmeno quella.
E’ che penso a tutto e a niente.
Quando qualcuno è felice e voglio bene a questo qualcuno o sono per qualche recondito motivo legato alla persona, incomincio ad essere felice anche io.
Anche se fino a quel momento , non avevo nessun motivo per esserlo.
Si, quasi per autoinduzione.
E quindi , sorridere improvvisamente anche guidando. Pensare che per quella persona il nuvoloso è passato (anche temporaneamente) che ora splende il sole.
E sempre per induzione naturale, se il sole splende (metaforicamente parlando, altrimenti con tutto sto’sole, sarebbe più scuro di un Tunisino nel deserto ) splende anche lui/lei.
E gioire all’ascolto di un disco nuovo che tanto mi piace. Che mi monopolizza la settimana. E come un Babbo Natale che non si riposa mai, cominciare a farne una copia a tutte le persone che intorno mi stanno. Regalare la stessa musica che piace a me. Che mi fa stare bene, che mi fa ballare.
E cominciare a fare sorprese.
Io adoro, regalare cose.
Poichè non vi è cosa migliore che dare, più che ricevere.
E non sono uno stinco di santo, anzi.