Archivio per la categoria ‘velatamente io’

Il giorno che non c’è (aka 29 Febbraio)

29 Febbraio 2008

Mi ricordo solo che lo scorso 29 Febbraio, ero in una macchina stretta stretta,piccola piccola e che fuori (per la prima volta in quell’inverno) nevicava, a grandi fiocchi.Cielo nero e fiocchi grandi e bianchi.

Rompere il ghiaccio reprise (i’ve got a job)

28 Febbraio 2008

*ovvero, cercare di essere il meno criptici possibili*

 

Credo di poterlo sussurrare.
Nemmeno dire, una voce sensibilmente più alta, mi turberebbe.
Eggià, nemmeno ci credo, una nuova figura, nuove responsabilità, nuovo lavoro, nuova città,
Nuovo e diverso, ma non per questo meno bello, stimolante.E c’è un pò di paura, che qualcuno mi dice faccia “sano”.E volerci anche credere che faccia davvero “sano”.
Ma anche più faticoso e complicato.Sempre con la voglia di vedere entrambi i lati della medaglia.I Pro ed i contro.
Ho detto “Si,accetto” con titubanza,come ho messo il foglio nel fax stamane* con mano tremula.Tu chiamale se vuoi,emozioni.Chiudo 7 anni.Belli e Brutti.Meglio siano finiti quello SI.Lo penso ora più razionalmente,nonostante ancora per 20 giorni presente.L’esperienza c’è stata, la formazione anche.E porto tutto il bello che c’è da prendere.
e sorridere,sapendo di aver avuto tanti vicino.Tra supporto e incoraggiamento.
…..con quaratamila puntini di sospensione e con tutte le pause del mondo: grazie.Che se non c’eravate voi,eh.
Poi volevo fare un saluto alla gabri, al roby, al nicky, al jhonny e a tutti quelli che mi conoscono.(fuorionda)
Fare fagotto, accendere i motori, cercare una singola, una connessione flat.Organizzarsi.Ordinatamente tu,Vergine solo sulla carta.Fare tutte le cene possibili ed immaginabili.Salutare con gli scatti.
Attendere un tfr, sopratutto.
Questi gli ingredienti delle settimana.Mescolare e servire ghiacciato: eccola qua, la my Beautifulife.

 

(Che culo.)
Ti ho sentito…

Rompere il ghiaccio

28 Febbraio 2008

E cambiare.

Ho dato le dimissioni.(oggi)

e mi sto cagando sotto.

(e scusate, tanto ormai c’è confidenza, no? )

amletici dubbi e rientri

26 Febbraio 2008


Ho la testa piena di cose.
Ma piena eh.
Come un uovo di pasqua della migliore delle case produttrici di cioccolato.
ora no sò come utilizzare questo blog per arginare il tutto.
Faccio finta di nulla e vi evito lo strazio di leggere dei miei dubbi, incertezze e sopratutto perplessità ?
Oppure sbrodolo quissù tutto quello che mi passa per la testa ?
Perderei stima da parte di qualcuno, ne sono certo.
Nel frattempo l’Eurostar della mia vita si è fermato di nuovo sulle sponde di casa e solo da poco ho posato a terra i miei fardelli.
Trovo una stanza asettica,ordinata, che quasi si era dimenticata di chi dentro ci vive.
Trovo un regalo lasciatomi dalla ‘Iberica coppia di amici.
Trovo silenzio. Trovo i miei profumi, ri-trovo i miei pensieri.
Pensavo che aprendo la finestra potesso prendere la strada dell’oblio ed invece sono rimasti qui (i pensieri) a gironzolare come non mai.
Solo una cosa mi è chiara: trasferire la propria vita di km 870 in un mese solare circa è un pò complicatuccio.
Ma, come dissero le Autostrade S.p.A :”…scusate i disagi, stiamo lavorando per voi…

Scrivere:luogo,data,ora ma sopratutto contesto.

13 Febbraio 2008

Genericamente scrivo in due “tipici” frangenti temporali. Il primo sul serale prima della nanna santa o il secondo tra un pranzo fugace e rapido e l’avvio della giornata post-meridian. Le idee che hai sul serale non sono mai le stesse di quelle pomeridiane.
Differiscono.
Possono anche avere la stessa linea guida, ma dettagli e caratteristiche assumono aspetti nuovi.
Un conto è lo Stefigno sul serale, che si guarda stà luna e stò cielo. Un conto è lo Stefigno che appena rientrato o pronto per uscire butta già qualche riga.
La mattina di rado ci riesco a casa, al negozio un pochino di più.
E da tempo cerco di barcamenarmi in tutto questo.
Scrivere in silenzio,scrivere con la musica,scrivere.
Il contesto fà la differenza,anche se le idee sono quelle.Scrivere su di un prato all’inglese,con l’albero alle spalle ed i piedi nudi, scrivere sul metrò con gente appiccicata al tuo taccuino,scrivere nella propria stanza,scrivere al semaforo,al parco.
Tutto cambia, se volete.
Ed io mi diverto sempre di più a testare questa caleidoscopica reazione ai miei pensieri ed al luogo in cui si collocano.
Ricordo di aver digitato col sorriso stampato in volto,mentre tutt’intorno era paradiso di colori.Ricordo di averlo fatto con serietà ed impegno profuso mentre fuori il grigio ed il brutto imperversavano.
Ma credetemi tutto quello appena detto, decade, dinanzi all’unica equazione che ho voglia di citare e di riconoscere: se il sole te lo porti dentro, sarà sempre sole,sarà sempre caldo.
E noi, il sole ce lo portiamo dentro.

Categorie

Blogroll

Stats