Archivio per la categoria ‘we can’

tempus fugit

25 Luglio 2008

Già è Venerdì.
Tra poco sarà Agosto e con lui il mio primo bilancio di attività lavorativa qui in Veneto: i miei primi 4 mesi.
Volati.
Non riesco ad esprimere molto più banalmente, nient’altro.
Faccio “defrag” nella mia testa.
Chiedo, mordicchiandomi le labbra, feedback al mio direttore.
Ne ricevo di buoni. Non entusiasmanti ma buoni.
Scopro che forse avrò solo due settimane di ferie (dico SOLO, poichè nel mio settore Agosto è tipicamente mese di vuoto assoluto e non ha senso, quindi, restare in zona Trevigiana ad ammirare le paperelle sul fiume Sile), dovrò andare e venire da Roma per un paio di volte.
Il 30 Agosto ho un matrimonio, in quel del Lazio.
Sticazzi dite voi.
No vabbè era solo per ricordarmelo, che ci terrei ad esserci.
Anche se il giorno dopo devo essere a Riva del Garda (location della Blogfest, tra le altre)
Dicono sempre che non te ne accorgi mai che il tempo vola.
Ma io, vi garantisco che ci ho fatto caso.

“Ora” ho sonno domani poi si vedrà

04 Luglio 2008

Seguire la nascita di un nuovo progetto risulta difficile, specie in questa stagione, specie con questo clima. Aggiungete poi la ricerca di una nuova abitazione sempre in questa stagione ed ecco qui che il cocktail per l’esaurimento è servito.

Ambizioso concentrarsi su diversi punti focali e fare (bene, anzi al meglio) più cose contemporaneamente. Studiare, imparare, fare esperienza (in un determinato settore: vedi la vendita e l’assistenza alle grandi aziende).

Bologna, Padova poi Treviso. Muoversi attraverso le direttrici di questo triangolo. Macinare chilometri e cambiare camicie il più frequentemente possibile. Non contando che mi si accumulano quelle da stirare. Poi ti fermi all’improvviso e ti guardi attorno. Condividere e sempre attingere dal tuo gruppo di lavoro, dai tuoi stessi colleghi. Tutti con la stessa mansione, ma direzionati in diverse sedi, a fare gruppo poi riunioni (di un’intera giornata) ed infine cena. Io li guardo, sti’ragazzi che hanno cominciato prima di me. Attentamente cerco di capire e poi carpire, sguardi, intenzioni e decisioni. Io che l’altro giorno ho telefonato ad una vecchia collega (nella precedente vita) per vedere l’effetto che fa.

Ma le scadenze si accumulano, la lista della spesa anche. E mi chiedo perchè tutto questo a Luglio, perchè proprio ora. Poi mi rispondo che “ora” è toccato mettersi in gioco e che “ora” debbo tuffarmi più che mai. Poi ci sarà Agosto, poi forse un break, senza fronzoli e senza pretese. Afflitto dalle prime pagine di una nazione che è sempre più in difficoltà e che continua a far finta di nulla. Io, che a queste cose son sensibile, faccio finta di non pensarci e rimango guardingo nei confronti di quello che verrà. Vorrei avere maggiore tranquillità, ma non “ora”. Non adesso. Verranno tempi , più sereni, più tranquilli, lo sento. Solo che , maledetto il mio esser estivo, con difficoltà spesso razionalizzo. Tormentato dal calo di forze, dal sonno che mi attanaglia e dallo stomaco che tanto bene non sta. Ma passa, tutto passa, come tutto è sempre passato. Le cose belle e quelle brutte sono sempre passate, ed avrei voluto la forza nelle mani per trattenerle, per tenere quello che doveva esser trattenuto e lasciar scorrere quello che non aveva diritto di restare. Ma poi, quella stessa forza , che alla luce di un piccolo lume, mi fa scrivere e chiaccherare , mi riporta alla verità : ho sonno e domani devo alzarmi prestissimo.

Voglio raccontare, scrivere e magari parlare, di tante cose. Ma questo, se sarà, sarà fatto in un altro post.

Sembra un anno fa

25 Giugno 2008

Ed invece era solo Marzo. Il video arriva solo ora a causa dei tanti impegni del film-maker (a cui mi inchino) per antonomasia della Blogpalletta.

Bei tempi e bella serata: mi mancate tutti!

E tu, caro il mio mago della HandyCam sul finale mi hai fatto anche emozionare.

Grazie.

thank god is friday #2

16 Maggio 2008

E’ una settimana netta che non scrivo.
Fantastico.
Tra WordCamp e varie ed eventuali di cose ce ne sarebbero anche state.
Ma sono lontano dall’editor, fisicamente diciamo.
Mai arrivato ad un livello tale di latitanza.
Mi stupisco e “strabiccio”* lo sguardo.
Comincio a preoccuparmi.

*(parola non correttamente usata nel vocabolario, ma appartenente al MIO di vocabolario, in altre parola: mi garbava)

Vicinato e pianerottoli #3

05 Maggio 2008

Oggi ho visto la figlia di quelli a piano terra col giardinetto interno, che e’ uscita ha fatto dieci metri e si e’ fumata una sigaretta, in piedi, ferma dietro la siepe. A velocita’ sostenuta (vedi anche stirata, sgommata, strudicinata, sventrata per concludere in casi estremi eh) tra l’altro.

Fredda, veloce ed implacabile.

Poi e’ rientrata in casa con una caramella in bocca ed I suoi 15 anni che volevano sembrare 18 in quei 3 minuti di nicotina, tutti per te.

Sgamata.

Namo avanti va’, che mi sembra di rivedere quel ragazzino con piu’ di mezzo busto fuori dalla finestra nell’estate dei suoi 14 a tirare frettolosamente dalla Marlboro presa dal papa’ sulla sua scrivania mentre tutti dormivano.

Stronzo e pure discolo.

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