1° Dicembre

No, quest’anno non la metto l’enorme coccardina nel post, no non c’ho voglia.
Non c’ha senso, non serve a niente, se non ad aumentare la percezione che una volta all’anno ci dobbiamo ricordare di questo simbolo qui, dal colore rosso.
Una cosa piuttosto: fate sempre attenzione, fate analisi e controlli se avete una vita sessualmente attiva, usate precauzioni e siate responsabili anche nei confronti dei vostri rispettivi partner (occasionali o meno).
Ma pure se non avete una vita sessuale così focosa, ma al contrario più ‘calma’ da quel punto di vista, non importa: un controllo è un gesto di civiltà che nel 2012 non possiamo non permetterci di fare.
E vafanculo a questa malattia infame.
Basta AIDS, magari.

Una sana dormita

Stanotte ho dormito male, veloce e senza armonia.
Non ricordo nemmeno un sogno, un pensiero.
Quello che mi ha accompagnato è stato il rigirarsi di continuo, l’insofferenza nel respiro, le pause, i piccoli lamenti.
Ecco quello che mi ricordo: l’insofferenza.
Quella non è un sogno, ma comincia a diventare purtroppo una realtà.

VIPS in 140 caratteri.

E’ da qualche giorno che su Twitter cominciano ad apparire flotte di italici attori o comici o ex-tutto che improvvisati o meno, aprono anche loro una presenza nel social coso dai pochi caratteri a disposizione.

Impacciati, senza poche ‘regole’ comunicative da applicare, li vedi li usare milioni di punti esclamativi, punteggiatura alla cazzo e tanto caps lock: come nel miglior degli sms fatti al volo.

Dov’è la notizia? Non c’è. Twitter è aperto a tutti e sarebbe follia considerarlo un social-coso solo ‘per quelli della rete’: una follia. Solo che di reazioni a questa venuta che sembra quasi organizzata, ve ne sono state molte, pure troppe.

Credo che sia tutto così banalmente normale, vedere un Gerry Scotti o addirittura un Pistarino, risvegliarsi dal tepore degli anni ’80 e venire a dire ‘CI SONO ANCHE IO RAGAZZI!!!!’.

Ci sta e poi: più nazionalpopolare di così, si muore.

 

Una mancanza.

L’altro giorno c’è stata all’improvviso una mancanza.
Un padre prima e un figlio della mia età subito dopo. Una delle persone più vicine al mio privato per inclinazione, per storia e per carattere.
Chiamarti per un saluto, sentirti rispondere che ‘non è il momento‘, dirti ‘sì, scusa‘, ma non immaginare, non riuscire lontanamente a pensare a.
Quel sorriso, quella parlata unica, quasi verdoniana, quella saggezza: una pillola per tutto. Un padre in piena regola, un dialogatore da salotto come pochi ne ho incontrati in vita mia, capace di tentarmi in discorsi quasi senza fine tra politica, storia, economia, costumi locali.
Non sono mai stato tipo da fare ritratti e nemmeno di scegliere il blog per cose di queste genere, ma nel suo caso Professor R., io me la son proprio sentita da dentro ed è stato più forte di me.
Ha una famiglia stupenda e un figlio che è e sarà orgoglio.
Io ti ho sempre voluto bene.
Grazie Mario, ciao.
(come le dicevo sempre al citofono) Stefano, l’amico di Paolo.

Da rimanerci basiti.

Non voglio proprio credere che con tutta questa musica nuova, con tutti questi libri nuovi, con tutte queste foto da dover sistemare e caricare, con tutto il carico delle liste che mi girano sottomano, una delle più insistenti motivazioni al cruccio serale possa essere l’attuale situazione politico-economica.