Progressi

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Un anno fa esatto, facevo caffè la mattina e servivo cocktails la sera per campare.

Quest’anno ripenso a quando un anno fa esatto facevo caffè la mattina e servivo cocktails la sera, per sopravvivere.

Basta un giorno

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Un giorno solo di mare, di spiaggia locale, di sole laziale.
Un giorno solo per vedere quanto in questa estate poco sia cambiato, tra mode, tendenze e novità (?).
Gli stessi costumi, le stesse movenze ed atteggiamenti da wannabe sfigati in cerca di eldorado facili.
Collanine, tatoo visti e rivisti, qualche sun glasses da poco comprato e la voglia di sognare California che sempre più lontana si fa.
Prezzi sempre alti, poche le presenze, qualche suoneria ad altissimo volume che ti sveglia dal pacioso dopo pranzo di mezzodì e che ci annuncia che “…ahò, Riccà, ha detto Andrea che ce ‘sta Totti a du stabilimenti da qquà…” – “…che famo annamo?”
“…no daje è troppo lontano, poi sticazzi dai, ma questo sta sempre qua, ma nun se stanca de venì al mare con ggente come noi?…”
Atipica, asettica e poco stimolante.
Tanto a salvarci la faccia scatta la Nu-jazz del deejay alternativo (con la coppola ed il finto capello rasta sulla capoccia) e i supplì da prendere col motorino poco più in là, in centro.

Volatili dal colore blu

Lavorereste in un ambiente del genere?
La risposta è una sola per quanto mi riguarda: avoja.
Ecco il video dei ragazzi di Twitter, recentemente in vena di assunzioni.
Questo lo mettiamo tranquillamente nella categoria ‘Sogni nel cassetto’.

Estate non estate

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Tutto sembra fuorché quella stagione lì, quella nel titolo del post. Quella che scorre tra le mani e tra le dita. Veloce, senza tregua col sapore dell’autunno che sta per arrivare.

Icoso/Icosi

La mia veloce-veloce sul nuovo elettrodomestico della mela mozzicata.

Non lo prendo, non me lo posso permettere. (e se pure avessi potuto, bah)

Costra troppo. Troppo, troppo.

Sticazzi dell’Hype, delle code e dei fanboy.

Apple è una azienda che produce elettrodomestici, che ha un proprio listino e che da la possibilità di scegliere fra vari prodotti: stop.

Per i telefoni, credo, il giochetto sia arrivato ad essere un po’ troppo pesante, con aumento medio del costo del terminale (terminale che a loro costerà si e no, un 150 dollari? forse poco di più) ed innovazioni che non giustificano il costo dell’accrocchio.

Retina display (sticazzi), videochiamata (rido).

Aggiungo il big fail dell’antenna (ridicolo) con altrettanto difficoltoso messaggio di scuse (no, noi non sbagliamo “quasi” mai) e la scelta di mandarti una “custodia” (ancora più ridicolo) e concludendo con la tentazione di provare a smerdare altri concorrenti sul loro sito, con assurde comparazioni (cosa poi rimossa).

Il telefono deve telefonare, remember.

I costi dei nostri gestori, elevati e poco chiari e dopo quasi dieci anni e più di telefonia Hard col ciente davanti, ancora mi tocca vedere contratti lunghi, con mille asterischi, finanziarie di mezzo, maxirata, super rata.

Se, vabbè, ciao core. Nessun gestore ancora affronta la strada della semplicità, nessuno.

Rimane un ottimo web device, che grazie al parco applicazioni può farti divertire, ma se voglio telefonare e mandare mail (grandi livelli di), magari lavorarci io scelgo Blackberry (da un bel po’)  e sto una favola. Ah, è molto meno delicato e più resistente di un Icoso.

Il mercato, per fortuna, offre altre mille soluzioni altrettanto valide e molto, ma molto, più economiche, citando gli stessi Android.

Le mie piccole banalità, sintetiche etc, dato che più di qualcuno mi aveva chiesto la mia sulla vicenda e cosa ne pensassi. Se ne è parlato fin troppo ed in tutte le salse. Ma questo è il mio pensiero da consumatore e comunicatore nonostante l’altissimo numero di terminali venduti nel nostro paese fin di primi giorni.

Ma come, mi dico poi: il 46 % della forza lavoro (…) di questo pease sta a casa che non c’ha una lira e poi famo le file davanti ai negozi nei centri commerciali dall’alba al tramonto?

Suvvia, penisola del cazzo, suvvia.


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