Posts Tagged ‘fiume’

Ti presento Tizio,Caio e Sempronio e la giornata vola via in allegria (cit.)

Domenica, Maggio 4th, 2008

Il Piave è un fiume non pieno/pieno d’acqua.
(poi un giorno spieghero meglio questa definizione)
Le sue sponde sono accoglienti, il parco del Piave è bello, il mare lo sarebbe stato di più per inclinazione e orientamento.
(la prossima volta mare).
E comunque il Piave è bello.ecco.
Le persone conosciute oggi sono simpatiche e piacevoli.
La mia nuova amica è gradevole,aspirante romana e dal contagioso sorriso.
(perchè sò che leggerai, tiè)
La giornata vola, non ti stanca e di bicchieri con la chiacchera tra le dita te ne faresti anche un secondo giro.
La gente comincia a stare in strada maggiormente e si vede ed è bello.
Adoro i centri storici ricchi di gente, i tavolini all’aperto, la camicia e nulla più.
Ho fatto foto, come sempre, le metterò domani, tanto vi sono ancora le nuove della scorsa volta.
Non sono provato, non ho sonno e quindi penso.
Poi magari smetto di pensare e dormo.
Chissà.

60 secondi di successo

Martedì, Aprile 22nd, 2008

Valutavo il potere della pubblicità, la sua capacità di attrarmi di invogliarla a guardare da sempre, fin da piccolo. Solo con le robe che io definivo di qualità. Quello spot fatto in un certo modo, quello slogan, quel mood. Crearlo a tavolino da un pubblicitario d.o.c. Uno dalla’idea sempre pronta e svelta. Innovativi questi. Da sempre avrei voluto fare il pubblicitario, nella lista dei lavoretti dei sogni, del film mentale di qualità. Ma può dirti anche bene. Magari, la imbrocchi quella serie di dieci venti, frasette high profile, sistemate alla cazzo, ma nel posto giusto. Perchè è l’esatto cablare del messaggio nel momento del recepimento che prende più di tutto. Ed è qui che che si colloca tutto il sistema, che ti crea la confezione più adatta per le tue esigenze. Non sempre, certo. Di spot da suicidio ne sono stati fatti tanti, ma tanti . Quelli brevi, una parola, due, quelli si che mi piacciono. Mi lasciano basito. Semplici, ma tutto li. Ascolto i Radiohead che con Hunting Bears sembrano non voler mai iniziare veramente e mentre mi guardo magari qualche altro spot in sottofondo (si son rimasto a sdivanare quissù), mi accorgo che la troupe no ha più la saponeria per i piatti, sporchi di carbonara, consumata con gusto magno e velocità. L’hanno spazzolata, champagne. Tutto questo per dire, che ho preso anche un caffè (quinto di una piccola moka bi-tazza verginella), che nemmeno faceva tanto schifo. Che fumo fuori dalla finestra, ho un portatile su quattro libri per facilitare l’areazione delle stanche ventoline, non ho un tavolino in stanza, scrivo in piedi da venti minuti e stasera posso cominciare a pensare che forse davvero primavera è (può essere) con un cielo che lascia qualche spiraglio a stelle lontane e poi vicine improvvisamente. Respiro profondo ed in fondo in fondo sento quel profumo tipico di giornate belle, vicine. Non trovo il tagliaunghie, il burro cacao, la guida alla città di Minneapolis dell’87 ed una stanza piccola ti si incasina più velocemente di quanto tu possa credere, fin tanto che la usi come studio, stanza da letto, angolo soggiorno.

 

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