Vivo (e rivivo)
13 Luglio 2008Boing, boing, boing.
Boing, boing, boing.
*(la sudetta parola viene ripetuta enne-volte in questo post, si spera non sia motivo di tedio alla lettura)
Ci vuole ordine nella vita, quell’ordine che proprio oggi (ed a tratti incosulti) spunta fuori nella mia vita.
Ordine tra le carte, ordine tra le pratiche, ordine se vogliamo nei pensieri.
Ma quest’ultima è in fondo un’altra cosa.
Quell’ordine che è sintomatico del mio segno zodiacale (lei) e che dovrebbe essere cardine portante della mia vita. Quell’ordine che spesso manca, che viene ricercato con affanno e con determinazione.
Quell’ordine che mi porto dentro, giorno dopo giorno. Per “dentro” intendo nella mia mente, nel profondo del mio animo.
Del cuore non ne parlo, ma si, vorrei ordine anche lì.
Che spero mi guidi, non mi lasci mai solo.
Ordinato mentalmente e disordinato tecnicamente, nel pratico vorrei dire.
Cioè, per farla breve e più chiara: nella mia testa tutto (o molto) è ordinato, gestito con accuratezza, nel pratico, gesti, se vogliamo azioni conseguenziali, no.
Ritardi nemmeno tantissimi, rispetto ad un tempo che fu.
Ma parentesi quadre e tonde a non finire.
Di dettagli, si tratta di dettagli che spesso però, sono inconfondibili per la riuscita di un successo, anche di una piccola giornata.
E mi sembra di continuare a vivere cercando quell’ordine che ti fa capolino da dietro il muro: beffardo ed impunito.
A volte lo prendo, lo sgrido, lo tengo per le orecchie e lui fa la parte di quello che ha capito. Poi d’un tratto come il peggiore dei discoli indisciplinati fugge via, ridendo, sbeffeggiandomi di nuovo.
E’ un ‘eterna gara, un continuo braccarsi.
Ma se te’piglio…
Oggi ho visto un elefante volare.
Seguire la nascita di un nuovo progetto risulta difficile, specie in questa stagione, specie con questo clima. Aggiungete poi la ricerca di una nuova abitazione sempre in questa stagione ed ecco qui che il cocktail per l’esaurimento è servito.
Ambizioso concentrarsi su diversi punti focali e fare (bene, anzi al meglio) più cose contemporaneamente. Studiare, imparare, fare esperienza (in un determinato settore: vedi la vendita e l’assistenza alle grandi aziende).
Bologna, Padova poi Treviso. Muoversi attraverso le direttrici di questo triangolo. Macinare chilometri e cambiare camicie il più frequentemente possibile. Non contando che mi si accumulano quelle da stirare. Poi ti fermi all’improvviso e ti guardi attorno. Condividere e sempre attingere dal tuo gruppo di lavoro, dai tuoi stessi colleghi. Tutti con la stessa mansione, ma direzionati in diverse sedi, a fare gruppo poi riunioni (di un’intera giornata) ed infine cena. Io li guardo, sti’ragazzi che hanno cominciato prima di me. Attentamente cerco di capire e poi carpire, sguardi, intenzioni e decisioni. Io che l’altro giorno ho telefonato ad una vecchia collega (nella precedente vita) per vedere l’effetto che fa.
Ma le scadenze si accumulano, la lista della spesa anche. E mi chiedo perchè tutto questo a Luglio, perchè proprio ora. Poi mi rispondo che “ora” è toccato mettersi in gioco e che “ora” debbo tuffarmi più che mai. Poi ci sarà Agosto, poi forse un break, senza fronzoli e senza pretese. Afflitto dalle prime pagine di una nazione che è sempre più in difficoltà e che continua a far finta di nulla. Io, che a queste cose son sensibile, faccio finta di non pensarci e rimango guardingo nei confronti di quello che verrà. Vorrei avere maggiore tranquillità, ma non “ora”. Non adesso. Verranno tempi , più sereni, più tranquilli, lo sento. Solo che , maledetto il mio esser estivo, con difficoltà spesso razionalizzo. Tormentato dal calo di forze, dal sonno che mi attanaglia e dallo stomaco che tanto bene non sta. Ma passa, tutto passa, come tutto è sempre passato. Le cose belle e quelle brutte sono sempre passate, ed avrei voluto la forza nelle mani per trattenerle, per tenere quello che doveva esser trattenuto e lasciar scorrere quello che non aveva diritto di restare. Ma poi, quella stessa forza , che alla luce di un piccolo lume, mi fa scrivere e chiaccherare , mi riporta alla verità : ho sonno e domani devo alzarmi prestissimo.
Voglio raccontare, scrivere e magari parlare, di tante cose. Ma questo, se sarà, sarà fatto in un altro post.
Perchè quando passo diversi giorni in giro, poi mi vengono (al ritorno) i rimorsi di coscienza ?
A queste ed altre interessantissime domande , ti risponderai da solo.
Questo è stato il week-end delle piscine. Del cloro e del carnaio di persone.
Mentre mi rilassavo al sole, mi arrivano telefonate di gente in barca sul golfo di Gaeta e pensavo che in barca , ci si divertiva.
Cercherò barche anche qui, mi son detto.
Questo è stato il week-end del sole preso sui prati e non sulla sabbia, del piccolo arrivato venerdì e dell’improvviso attaccamento a lui.
Ho scattato, cercando di catturare sguardi ed occhi e poi emozioni e promesse nascoste.
Dei libri finiti, del giro in moto e degli atleti di triathlon che sotto il sole ce l’hanno messa tutta.
Sto dimagrendo per quanto sudo.
E’ palese, colpa di questo caldo umido a cui poco sono abituato.
Ora , mentre continuano a giungermi alle orecchie programmi vacazieri altrui, io non ci penso e mi metto a fare-dire-lettera e testamento, alternando il tutto con le mille ed una doccia.
Santa Estate, santa.