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Post-nano

mercoledì, aprile 16th, 2008

Alla fine ieri tra una cosa e l’altra si è andati a parlare di politica. O meglio, si sono analizzate reazioni politiche ( con il coinquilino, ovvio).La giornata che sembrava passar velocemente è stata più lenta del previsto e quindi alla sera, quale migliore ingresso in casa se non quello del divanetto politico-sociale ?

A me, che governi ancora lo psico-nano questa volta non mi sta bene. E alla fine ve lo dice uno che ha il padre tesserato Alleanza Nazionale (se non vado errato) e che è sempre stato moderatamente di centro-destro.

Ma il bello della politica o della convinzione politica (la mia almeno) è che si può serenamente traslare un pò di là. Quest’anno,infatti,il buon vecchio Ualter mi aveva conquistato. Avevo ammirato la sua pacatezza ed in mezzo alla vasta possibilità di scelta (o lui o il nano) avevo scelto la sua capacità di comunicare. Bella forza lo ammetto, esser conquistati dalla capacità di comunicazione di un uomo, più che dai suoi dettami politici.

Da quando elezioni sono state, la convinzione di ri-avere per la TERZA volta l’imprenditore di se stesso, il sorriso plastico, il lifting acuto ed il potere della tanto declamata libertà, suscita in me scompensi e angoscie.

Non lo voglio come non lo volevo più dopo il suo secondo gettone andato a vuoto.

Eggià perchè il Cavaliere con questa nazione ci gioca a Flipper come al mare io giocavo ai videogame, scroccando la 500 lire alla mamma, fin quando il gioco non fosse finito. Peccato, che per finirlo quel gioco ne mettevo tante di monetine ed ogni volta la stessa storia, la stessa epica schermata :”Game Over”. Per lui non sembra esser così : i suoi gettoni sono già arrivati a tre, le sue vite continuano a non finire e lui sembra davvero prenderci gusto nel giocare a “Italia Mia,Italia nostra” (le maiuscole e le minuscole sono attentamente depositate).

Gli staccate la spina , che non ho ne il tempo ne il modo di proseguire questa discussione ?

Magari sono pessimista, magari è solo voglia di non voler vedere le stesse facce. C’è comunque la piccola gioia di aver visto spazzate da quelle tanto adorate poltrincine, volti come Pecoraro-Scanio/Mastella/De Mita (De Mita???). Un pochino di pulizia è stata effettivamente fatta. Magra consolazione, ma tant’è.

Vedremo e staremo a vedere, ma voglio affiancarmi a chi diceva di non lamentarsi più di tanto, perchè se vittoria è stata (e con grande margine) qualcuno deve pure averlo votato , no?

Io la carta d’identità la tengo sempre pronta, perchè magari quella casetta in Bilbao City la facciamo davvero fruttare un pò. Ecchecazzo.

C’hai provato pure tu.

giovedì, gennaio 24th, 2008

Ciao Romano.
Mentre tutto ciò accadeva io compravo roba di questo calibro.Così per festeggiare.Per capire anche il momento di grande spessore.Perchè,a prescindere da una crisi che ci stà,ci è stata ed è esplosa fino a sgonfiarsi brucciachiata a terra,ci starebbe pure un pochetto di normalità.Si,chiamatela anche educazione,se proprio dobbiamo sacrificare i contenuti.Portarsi la bottiglia di spumante in aula e mandarsi serenamente affanculo,con splendidi epiteti,mi hanno convinto sempre più di cosa abbiamo tra le mani:Fuffa.Solo di questo si tratta.E un bell’esamino di coscienza prima di gridare alla ripartenza potremmo(nel senso più generalista del termine)farcelo anche noi.Dall’estero ci guardano con sospetto.Se famo due spaghi,dicono.Momenti importani,di cambiamento,di allarme sopratutto,devono essere vissuti e ricamati di tutta cotanta merda?Un pò di selezione all’ingresso di quel palazzo.Vedere gente che ci rappresenta che si mangia la mortadella in aula e mentre uno ti stira accanto,l’altro parla col fido telefonino.Bel tipo.
Poi,guardiamoci intorno:come stiamo messi?
Con le pezze’ar culo,non smetterò mai di dirlo.
Tanto,ora che ricambia,tra un pò di mesi/annetto-scarso:lo stesso.Uguale.Vedremo.Si parla,si fà sperimentazione pura in quei saloni.Dalla pantomima d’autore,all’azione diretta e senza veli.
Questi c’hanno capito tutto della vita.Hanno vinto loro?(comunque…)

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