Posts Tagged ‘pasta’

la polvere non fermerà i nostri beat

venerdì, dicembre 12th, 2008

Ho fatto girare i cd per una volta. Li ho ripresi dalle loro originalissime posizioni. Impilati per bene, come lo sono sempre stati, nelle proprie fessure di alluminio.
Che fichi quei porta-cd tipo 9,90 per capirci.
Son tutti lì e mi sembrava male che non girassero.
Dato che a girare sempre e spesso qualcos’altro: che girassero anche i compact-disc.
Oh.
Poi nella nostalgia cieca e non selvaggia ho ripreso un caro Miles Davis, che mi dava la buonanotte tra solletico e carezze.
Ah, le carezze di quelle avrei bisogno.
Gli schiaffi, forse quelli non bastano mai.
Il mondo ha aperto i rubinetti e con il solito tono drammatico delle notizie annunciate, io mi giro la pasta, oramai già fredda.

60 secondi di successo

martedì, aprile 22nd, 2008

Valutavo il potere della pubblicità, la sua capacità di attrarmi di invogliarla a guardare da sempre, fin da piccolo. Solo con le robe che io definivo di qualità. Quello spot fatto in un certo modo, quello slogan, quel mood. Crearlo a tavolino da un pubblicitario d.o.c. Uno dalla’idea sempre pronta e svelta. Innovativi questi. Da sempre avrei voluto fare il pubblicitario, nella lista dei lavoretti dei sogni, del film mentale di qualità. Ma può dirti anche bene. Magari, la imbrocchi quella serie di dieci venti, frasette high profile, sistemate alla cazzo, ma nel posto giusto. Perchè è l’esatto cablare del messaggio nel momento del recepimento che prende più di tutto. Ed è qui che che si colloca tutto il sistema, che ti crea la confezione più adatta per le tue esigenze. Non sempre, certo. Di spot da suicidio ne sono stati fatti tanti, ma tanti . Quelli brevi, una parola, due, quelli si che mi piacciono. Mi lasciano basito. Semplici, ma tutto li. Ascolto i Radiohead che con Hunting Bears sembrano non voler mai iniziare veramente e mentre mi guardo magari qualche altro spot in sottofondo (si son rimasto a sdivanare quissù), mi accorgo che la troupe no ha più la saponeria per i piatti, sporchi di carbonara, consumata con gusto magno e velocità. L’hanno spazzolata, champagne. Tutto questo per dire, che ho preso anche un caffè (quinto di una piccola moka bi-tazza verginella), che nemmeno faceva tanto schifo. Che fumo fuori dalla finestra, ho un portatile su quattro libri per facilitare l’areazione delle stanche ventoline, non ho un tavolino in stanza, scrivo in piedi da venti minuti e stasera posso cominciare a pensare che forse davvero primavera è (può essere) con un cielo che lascia qualche spiraglio a stelle lontane e poi vicine improvvisamente. Respiro profondo ed in fondo in fondo sento quel profumo tipico di giornate belle, vicine. Non trovo il tagliaunghie, il burro cacao, la guida alla città di Minneapolis dell’87 ed una stanza piccola ti si incasina più velocemente di quanto tu possa credere, fin tanto che la usi come studio, stanza da letto, angolo soggiorno.

 

La scusa era del regalo.

domenica, dicembre 2nd, 2007

Un regalo,un treno,il traffico,la gente,le foto(poche).Il -non potremmo rimanere-,che poi si è tramutato in -un possiamo rimanere-.Roma.Sempre lei ultimamente.Odio/Amore a 70 Km da me.
Centro,affollato.Parte chic-not-cheap della città.Ok,lucine,ok,possiamo spendere. Questo ci volete far credere.Ma loro(i reali acquirenti abitudinari della zona Hot questo lo sanno). Tocca a noi. Una griffe nominata,giovane se preferite.Tradizionalmente giovane,ecco, meglio.
Mà,io qui dentro non ci son mai stato.Luci soffuse, apriporta in pelle umana che ti porge un garbato:”Buona sera,prego”.Moquette,sguardi bassi delle adette vendite.Guantino per il maneggiare le preziose materie.L’oggetto scelto è meraviglioso,il gusto và di pari passo.Un pacchetto confezionato e la speranza che un dono tanto atteso si trasformi in una gioia dirompente.Una cena peraltro deliziosa,dell’ottima pasta,chiacchere,battute,persone nuove.Che quando son nuove,tutto è curioso e tutto è spesso intuizione.Le batterie erano scariche e di questo me ne sono rammaricato.Magari averle avute le fotografie:una passeggiata sotto il cielo di Roma,seppur in notturno,seppur in nuvoloso.La scoperta di una nuova piccola piazzetta nel Rione Monti.Che altro? ah bè,due locali nuovi,l’ultimo investito da puro ‘80.White party qualcuno ha urlato,installato in una galleria d’arte (moderna?).Carnaio,gente,altra generazione,più grandi di me,più grandi di Rob.Wham,Phil Collins,Madonna,sera a tutti miei cari;era tanto che non vi ascoltavo.

Sigaretta fuori,sigaretta dentro che fuori fà freddo.Hai d’accendere? Smetti,sarebbe anche ora.Qualcuno precedentemente a tavola mi aveva raccontato di aver smesso per 3 anni e mezzo.Di aver ri-iniziato non molto tempo fà per 8 mesi.Di aver smesso da sei giorni.Complimenti,una forza di volontà col joystick incorporato.Gesù che invidia. La birra è calda o almeno non troppo fredda.Mi diverto eh.Al ritorno l’autogrill sfumato,in auto si parla anche di omosessualità.Casello,semaforo rosso.Home sweet home ? (Madò quante domande mi faccio in questo periodo)
E mentre parcheggiavo nell’ovile,ripensavo ancora a tutte le foto che avrei potuto fare.Menomale che dovevo solo accompagnare.Menomale che la scusa era del regalo.La prossima volta le batterie le carico,giuro.

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