Posts Tagged ‘pensare’

Scrivere:luogo,data,ora ma sopratutto contesto.

mercoledì, febbraio 13th, 2008

Genericamente scrivo in due “tipici” frangenti temporali. Il primo sul serale prima della nanna santa o il secondo tra un pranzo fugace e rapido e l’avvio della giornata post-meridian. Le idee che hai sul serale non sono mai le stesse di quelle pomeridiane.
Differiscono.
Possono anche avere la stessa linea guida, ma dettagli e caratteristiche assumono aspetti nuovi.
Un conto è lo Stefigno sul serale, che si guarda stà luna e stò cielo. Un conto è lo Stefigno che appena rientrato o pronto per uscire butta già qualche riga.
La mattina di rado ci riesco a casa, al negozio un pochino di più.
E da tempo cerco di barcamenarmi in tutto questo.
Scrivere in silenzio,scrivere con la musica,scrivere.
Il contesto fà la differenza,anche se le idee sono quelle.Scrivere su di un prato all’inglese,con l’albero alle spalle ed i piedi nudi, scrivere sul metrò con gente appiccicata al tuo taccuino,scrivere nella propria stanza,scrivere al semaforo,al parco.
Tutto cambia, se volete.
Ed io mi diverto sempre di più a testare questa caleidoscopica reazione ai miei pensieri ed al luogo in cui si collocano.
Ricordo di aver digitato col sorriso stampato in volto,mentre tutt’intorno era paradiso di colori.Ricordo di averlo fatto con serietà ed impegno profuso mentre fuori il grigio ed il brutto imperversavano.
Ma credetemi tutto quello appena detto, decade, dinanzi all’unica equazione che ho voglia di citare e di riconoscere: se il sole te lo porti dentro, sarà sempre sole,sarà sempre caldo.
E noi, il sole ce lo portiamo dentro.

Metti un giorno così:tra il G.R.A e la tangenziale Est.

venerdì, febbraio 8th, 2008

Tutto in motorino:da est ad Ovest, da Sud a Nord, in una giornata caratterizzata con enorme stupore e magno gaudio dalla presenza del sor’Sole. Vento che non rappresentava un fastidio,sono tornato a scattare foto(qualcuna,dai..) a mangiare il primo gelato dell’anno (ieri ci stava tutto) a passeggiare in un contesto visto e rivisto come quello del Centro&Co., ma anche sconosciuto come quello delle periferie.Avevo bisogno di pensare, di stare un pò per me e mi riesce benissimo sfrecciando a 65 km/h sulla Cristoforo Colombo (ho scritto sfrecciare, si..)e per non scendere farei tre pieni consecutivi senza passare dal via.
(Mi hanno consigliato di approcciare alla professione di Pony,ma io ho fatto finta che fosse un reale consiglio tecnico/lavorativo e sono andato avanti).
Ho incontrato lui,tra un thè caldo ed un pasticcino, ho pensato anche che se avessi avuto più tempo e denaro, sarei voluto andare anche qui. Ma,alla fine dei giochi,la capitale basta e avanza, anzi come sempre avanza e basta. E non basta mai.
(Rimbambiti dal giochetto di parole senza fine ? Anche io,tranquilli.)

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