Troppo sole (e caldo)
04 Luglio 2008Oggi ho visto un elefante volare.
Oggi ho visto un elefante volare.
In tutto questo frastuono di cose da fare, da dire, da sentire mi fermo un momento nel pomeriggio dopo pranzo a pensare che ricorre la pagana festività chiamata festa del papà.
E non papa , come tante volte mi è capitato di scrivere.
Come se in questo giorno, lui, figura primaria per antonomasia e equipollente accanto alla mamma, debba essere elevato a chissà quale gloria.
Ed il giochino è sempre quello, come l’8 Marzo, come il 14 Febbraio.
Solo trovare la scusa di parlarne oggi che è la festa DEL o DI o DELL’ .
La gloria di essere stato quello da cui ho preso probabilmente diverse cose, tra le più bizzarre.
Il soul, la passione per la sartoria, le camice, le stoffe selezionate. Le auto, i motori, la ferrari, le corse. Il viaggiare, il mare, le mani bucate, la tecnologia, l’interesse per le più svariate cose.
Che mi ha insegnato in un giorno in cui fuori era caldo, a leggere l’ orologio. Quell’orologio tirato fuori da una scatola che era del nonno, lupo di mare che non ho mai conosciuto.
Che con dovizia e cura, mi insegna a legarmi le scarpe, a farmi il nodo per assicurarle bene ai piedi.
A cavarmela ogni giorno da solo, ad essere attento ed ordinato.
Tu forte, tu con la divisa, tu burbero, tu dannatamente simpatico e irriverente. Siciliano con il cuore grande e poca volontà di ammetterlo.
Tu presente e assente a causa del tuo lavoro. Tu a volte annebbiato nella mia vista. Spesso non sapere cosa regalarti, spesso non conoscere i tuoi gusti. Chiamarti più volte al giorno , solo per sentire dire ” Pronto…” e d’istinto ” Come stai ? ”
Tu, che a volte non avrei mai voluto conoscere.
Ma che sei qui e ci sei sempre stato.
E continuerai ad esserci.
Ti voglio bene. Semplicemente ed intensamente.