Nostalgie(musicali)

03 Aprile 2008

Le compilavo con tanta dovizia, ero preciso con i titoli, la calligrafia, gli spazi.
Anche la durata in minuti e secondi (a volte).
Pensa un pò.
Prendevo quelle al “Cromo”, quei nastroni dalle super-performance, per poi ascoltarle nella mia sgarrupata 205 grigio metalizzato/abbozzato.
Dove il suono pulito, puro e preciso era un miraggio della mente.
Le prestavo, ne facevo a dismisura per gli amici e per fare il carino alla bonazza di turno.
Ah, che tempi.

On Air

18 Marzo 2008

E’ bello.
Dopo tanti anni che non ponevo la bocca e le labbra vicino al microfono, devo dire che ha il suo fascino. Un fascino che genera emozione e che poi passa all’agitazione.
Si, agitazione. Mettere in mezzo la parola agitazione credo sia incredibile per me, che ci metto faccia e culo ogni qualvolta facevo lo scemo su yahoo live. E sono stato clemente con “scemo“.
Ma qui è diverso. Attenzione alle mille finestre , al click del mouse quando mi avvicino per cambiare musica. Ieri la scaletta non c’era era, tutto venuto dal nulla e sul momento.
Voglio che la musica si senta bene, che la voce si senta bene.
E’ tutta una passione, è tutto amatoriale. Il piacere di fare uscire del suono dagli speaker di qualche 5/6 persone è già vittoria. Immaginare che qualcuno magari possa sorridere se la canzone scelta sia quella giusta, è già conquista.
E parlare di lunedi sera, mentre il primo giorno della settimana finisce, mentri quelli del GF vanno in onda: son soddisfazioni. Ma io sono fortunato, questo lo sò sempre. E se non fosse stato per loro che mi hanno aiutato , bè quella voce proprio non sarebbe venuta fuori.
Ed il piccolo sogno di tornare a parlare “on the Mic” dopo quella rubrica bi-settimanale in un piccolissimo network locale a 15 anni si è realizzato, di nuovo. Tutti i lunedi, sembrerebbe, su RadioNation 1 , sembrerebbe.
Musica ora.

*(la prossima volta, registro anche il podcast và…)

Scrivere:luogo,data,ora ma sopratutto contesto.

13 Febbraio 2008

Genericamente scrivo in due “tipici” frangenti temporali. Il primo sul serale prima della nanna santa o il secondo tra un pranzo fugace e rapido e l’avvio della giornata post-meridian. Le idee che hai sul serale non sono mai le stesse di quelle pomeridiane.
Differiscono.
Possono anche avere la stessa linea guida, ma dettagli e caratteristiche assumono aspetti nuovi.
Un conto è lo Stefigno sul serale, che si guarda stà luna e stò cielo. Un conto è lo Stefigno che appena rientrato o pronto per uscire butta già qualche riga.
La mattina di rado ci riesco a casa, al negozio un pochino di più.
E da tempo cerco di barcamenarmi in tutto questo.
Scrivere in silenzio,scrivere con la musica,scrivere.
Il contesto fà la differenza,anche se le idee sono quelle.Scrivere su di un prato all’inglese,con l’albero alle spalle ed i piedi nudi, scrivere sul metrò con gente appiccicata al tuo taccuino,scrivere nella propria stanza,scrivere al semaforo,al parco.
Tutto cambia, se volete.
Ed io mi diverto sempre di più a testare questa caleidoscopica reazione ai miei pensieri ed al luogo in cui si collocano.
Ricordo di aver digitato col sorriso stampato in volto,mentre tutt’intorno era paradiso di colori.Ricordo di averlo fatto con serietà ed impegno profuso mentre fuori il grigio ed il brutto imperversavano.
Ma credetemi tutto quello appena detto, decade, dinanzi all’unica equazione che ho voglia di citare e di riconoscere: se il sole te lo porti dentro, sarà sempre sole,sarà sempre caldo.
E noi, il sole ce lo portiamo dentro.

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