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Tu chiamale se vuoi, emozioni

venerdì, aprile 25th, 2008

Ci sono occasioni in cui ti si ferma il cuore. Occasioni in cui improvvisamente tutto si annulla. Momenti in cui hai, purtroppo, le tue conferme. Salti improvvisi nel passato. Tonfi brutali nel tuo presente. E’ difficile, spiegare, scrivere, dire.

Ma è così. Le tue certezze messe improvvisamente in dubbio. Il tuo mondo fin’ora al sicuro nelle tue convinzioni, si mostra indifeso, fragile, felice, triste,speranzoso, dubbioso, amareggiato nel sentire quella voce.

Che di tanto fatto nella tua vita, tutto quello per cui ti sei sacrificato, gli errori, i passi falsi, i successi, tutto in pochi istanti viene messo in dubbio. Vorresti cambiare il corso delle cose, vorresti essere altrove, ma ti rifugi nella ragione. Quella ragione che è fredda, calcolatrice, imbarazzante nella sua presenza. Comprendi che tutto è rimasto com’era e che anzi nulla è mai cambiato.

E ti accorgi solo in quel preciso istante che il tempo prima e lo spazio dopo, non ti hanno mai separato e che puoi dire di aver amato, di aver imparato ad amare, di averlo almeno provato, realmente, veramente, intensamente.

Non so se ringraziarti, non so se maledirti a volte. So solo che quegli occhi li ho incontrati e da loro non mi sono mai separato.

Ma questa rimane una favola, una storia, incisa in queste parole ed altre mille nella testa e che forse, dico forse, col rimpianto enorme di non esser mai andato più in la, è meglio che rimanga tale.

Dio solo sa, quanto possa esser stato difficile rinunciare ad un sogno. Ma grande e magico che esso possa essere, sempre un sogno rimane.

Il problema a questo punto rimane uno solo: ho sempre avuto voglia di credere nei sogni, almeno nei miei.

Sindrome da Babbo Natale (pur essendo quasi a Pasqua)

lunedì, marzo 3rd, 2008

Quando qualcuno è felice e voglio bene a questo qualcuno o sono per qualche recondito motivo legato alla persona, incomincio ad essere felice anche io.
Anche se fino a quel momento , non avevo nessun motivo per esserlo.
Si, quasi per autoinduzione.
E quindi , sorridere improvvisamente anche guidando. Pensare che per quella persona il nuvoloso è passato (anche temporaneamente) che ora splende il sole.
E sempre per induzione naturale, se il sole splende (metaforicamente parlando, altrimenti con tutto sto’sole, sarebbe più scuro di un Tunisino nel deserto ) splende anche lui/lei.
E gioire all’ascolto di un disco nuovo che tanto mi piace. Che mi monopolizza la settimana. E come un Babbo Natale che non si riposa mai, cominciare a farne una copia a tutte le persone che intorno mi stanno. Regalare la stessa musica che piace a me. Che mi fa stare bene, che mi fa ballare.
E cominciare a fare sorprese.
Io adoro, regalare cose.
Poichè non vi è cosa migliore che dare, più che ricevere.
E non sono uno stinco di santo, anzi.

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